Bruxelles (ANSA) – I liberali progressisti del D66, guidati da Rob Jetten, hanno vinto le elezioni in Olanda. Al termine dello scrutinio, il partito è risultato il più votato, battendo l’ultradestra del Pvv di Geert Wilders. Jetten ha condotto il suo D66 a triplicare i seggi in due anni, restituendo ai Paesi Bassi un profilo che lui riassume in una promessa: “Torneremo al centro”.

Per il possibile futuro premier si apre la complessa stagione delle consultazioni, dove equilibrio e compromesso saranno le chiavi di un governo dalle larghe intese. Ormai tagliato fuori da ogni ipotesi di maggioranza, Wilders è passato al contrattacco dalla sua tribuna preferita: su X ha prima accusato l’Anp di “arroganza”, agitato lo spettro dei “brogli” e giurato battaglia a “Jetten e soci” rei a suo dire di voler “distruggere i Paesi Bassi”.

“Ci opporremo con forza alla cattiva gestione progressista di sinistra”, ha avvertito il sovranista che già alla chiusura delle urne aveva liquidato con ironia la sua battuta d’arresto: “All’opposizione, in fondo, si sta meglio”. Guardando i grafici, la destra radicale tuttavia non arretra.

Sommando i seggi del Pvv e quelli dei partiti minori JA21 e Forum per la democrazia (FvD), la galassia sovranista tocca quota 42, uno in più della passata legislatura. Un fronte ancora consistente, dove parte dell’elettorato è migrato verso le sigle minori. E proprio i conservatori del JA21 dell’ex volto tv Joost Eerdmans – alleati di Giorgia Meloni nell’Ecr – sono già al centro delle manovre.

La leader dei liberali di destra Dilan Yesilgoz, terza alle urne, ha escluso qualsiasi coabitazione del suo Vvd con i laburisti-verdi del dimissionario Frans Timmermans, aprendo invece alla destra di Eerdmans. Netta la replica di Jetten: “Gli olandesi hanno scelto la collaborazione con il centro”, ha ribadito, tracciando i confini del governo a cui ambisce (31 ottobre).