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Bruxelles (dpa) – La situazione in Iran alimenta nell’UE il dibattito su una possibile classificazione dei Guardiani della Rivoluzione iraniani come organizzazione terroristica. Un portavoce del governo federale tedesco ha dichiarato a Berlino che la Germania si adopera affinché su questo tema si raggiunga un accordo. «Siamo favorevoli all’inserimento dei Guardiani della Rivoluzione nel regime sanzionatorio antiterrorismo dell’UE», ha sottolineato.

In merito a una possibile classificazione dei Guardiani della Rivoluzione come organizzazione terroristica si discute nell’UE già da anni. Fino a poco tempo fa, tuttavia, diversi Stati membri avevano delle riserve e, poiché la decisione deve essere presa all’unanimità, non è stato possibile adottare una corrispondente delibera. Alla luce della nuova brutale repressione delle proteste in Iran, tuttavia, aumenta ora la pressione sugli scettici. Ai Guardiani della Rivoluzione viene rimproverato un ruolo chiave in questo, poiché in quanto forze d’élite sono anche responsabili della prevenzione di tentativi di colpo di stato.

La sentenza di Düsseldorf potrebbe costituire la base

Come base per l’inserimento dei Guardiani della Rivoluzione potrebbe servire, secondo un’analisi del servizio giuridico del Consiglio dell’UE, una sentenza dell’Oberlandesgericht Düsseldorf del 2023. In tale decisione giudiziaria era stato accertato il mandato di un ente statale iraniano per un tentato attentato incendiario contro una sinagoga a Bochum. All’epoca un tedesco-iraniano era stato condannato per accordo volto a un grave incendio doloso e per tentato incendio doloso.

Prima dell’analisi della sentenza da parte del servizio giuridico, le istituzioni dell’UE avevano sempre sottolineato che un inserimento delle forze d’élite nelle liste terroristiche non fosse al momento giuridicamente possibile, poiché sarebbe necessaria una decisione di un tribunale nazionale o un provvedimento di divieto da parte di un’autorità amministrativa. All’epoca vi erano anche riserve perché si temeva che una tale decisione potesse avere ripercussioni negative sui negoziati riguardanti il programma nucleare iraniano.

L’inserimento sarebbe soprattutto un passo simbolico

Un portavoce della Commissione europea ha ricordato anche lunedì che l’inserimento dei Guardiani nelle liste terroristiche sarebbe soprattutto un passo simbolico. Il motivo è che contro di loro esistono già sanzioni dell’UE – tra l’altro per impedire la proliferazione di armi di distruzione di massa. Da tempo vige infatti l’obbligo di congelare tutti i loro beni presenti nell’UE e di non mettere a disposizione dei Guardiani risorse economiche. (12 gennaio)