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Bruxelles/Pechino (dpa) – Prezzi minimi invece di sovrapprezzi doganali: l’UE indica ai produttori di auto elettriche che fabbricano in Cina delle modalità per evitare i dazi aggiuntivi introdotti nel 2024. Le aziende possono impegnarsi, secondo una nuova linea guida, a fissare prezzi minimi per i veicoli esportati nell’Unione Europea, in modo da risparmiarsi i sovrapprezzi. Inoltre, in caso di un’offerta corrispondente, impegni relativi a investimenti nell’UE o una limitazione delle esportazioni verrebbero considerati positivamente.

Offerte corrispondenti verrebbero valutate in modo obiettivo e equo dalla Commissione Europea, si afferma nelle nuove linee guida della Commissione UE. Presupposto per l’accettazione è che le misure eliminino gli effetti dannosi delle sovvenzioni e producano un effetto equivalente a quello dei dazi.

Pechino accoglie con favore le linee guida

I progressi raggiunti dimostrano che entrambe le parti sono in grado e disposte a risolvere le divergenze nel quadro delle regole dell’Organizzazione mondiale del commercio, ha dichiarato il Ministero del Commercio di Pechino. Anche la Camera di Commercio cinese a Bruxelles ha accolto con favore il documento dell’UE. Il risultato tiene conto delle preoccupazioni dell’economia e crea un ambiente più stabile e meglio prevedibile per i produttori cinesi di auto elettriche e le loro catene di fornitura in Europa.

Su possibili prezzi minimi all’importazione come alternativa ai dazi aggiuntivi dell’UE sulle auto elettriche importate dalla Cina si discute da tempo tra le due parti. I dazi aggiuntivi dell’UE erano stati introdotti nel 2024 per garantire il futuro dell’industria automobilistica nell’UE. La Commissione UE era giunta in precedenza, nel corso di un’indagine, alla conclusione che i produttori in Cina beneficiano di sovvenzioni sleali che conferiscono loro un notevole vantaggio sul mercato europeo.

Il dazio compensativo colpisce anche le aziende tedesche

L’ammontare dei dazi aggiuntivi varia a seconda del produttore tra il 7,8 per cento e il 35,3 per cento. Sono interessate anche aziende straniere attive in Cina – tra cui Tesla, BMW e Mercedes-Benz. Mercedes collabora in Cina, ad esempio, con Geely, sulle cui esportazioni è dovuto un dazio aggiuntivo del 18,8 per cento. Per Tesla si applica un’aliquota del 7,8 per cento, per BMW è del 20,7 per cento. 

Come misura di ritorsione, la Cina ha imposto dazi speciali sulle importazioni dall’UE. Sono stati imposti, ad esempio, su acquavite, carne di maiale e prodotti lattiero-caseari. (12 gennaio)