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Helsinki – La Finlandia è diventata a novembre il paese dell’Unione Europea (UE) con il più alto tasso di disoccupazione destagionalizzato, con il 10,6 %, superando per la prima volta la Spagna, che ha registrato due decimi in meno, secondo i dati pubblicati questo giovedì dall’ufficio di statistica comunitario, Eurostat.

Questo storico “sorpasso” si è verificato dopo che la Finlandia ha aumentato il suo tasso di disoccupazione di due decimi rispetto al mese di ottobre, mentre la Spagna lo ha ridotto di un decimo, fino al 10,4 %.

Secondo il Ministero dell’Occupazione e degli Affari Economici del paese nordico, l’aumento della disoccupazione è dovuto in parte alle riforme strutturali promosse dal Governo per ridurre il debito e alla ricerca della crescita della produttività da parte delle imprese.

“L’aumento della produttività è stato ricercato attraverso il taglio dei costi, invece di espandere le operazioni e investire”, ha dichiarato alla televisione nazionale YLE la sottosegretaria di Stato del suddetto ministero, Elina Pylkkänen.

Il taglio dei costi si è tradotto in una riduzione dei posti di lavoro sia nel settore privato che in quello pubblico, il che, unito alla stagnazione dell’economia, ha fatto sì che la Finlandia abbia il tasso di disoccupazione più alto degli ultimi quindici anni.

Inoltre, negli ultimi mesi si è verificato un aumento delle persone che cercano di accedere al mercato del lavoro, inclusi molti migranti, mentre il numero di offerte di lavoro si è ridotto.

La Banca di Finlandia prevede che l’economia del paese nordico cresca dello 0,8 % quest’anno, tre decimi in meno rispetto alle stime del Ministero delle Finanze.

Eurostat ha pubblicato in un comunicato che il tasso di disoccupazione della Finlandia a novembre è stato del 10,1 %, sebbene abbia precisato in una nota che, per questo paese, così come per Germania, Paesi Bassi e Svezia, ha utilizzato i dati della tendenza invece di quelli destagionalizzati, come nel resto delle nazioni dell’UE. (8 gennaio)