Bruxelles (ANSA) – La presidenza di turno dell’Ue fa marcia indietro sul regolamento per prevenire e combattere gli abusi sessuali sui minori. A quanto si apprende, la presidenza danese ha inviato ieri una nota agli ambasciatori Ue chiedendo sostegno per un nuovo approccio alla normativa che prevede lo stralcio della misura più controversa, ossia l’obbligo per le piattaforme di messaggistica come WhatsApp di scansionare anche le comunicazioni private alla ricerca di materiale pedopornografico (Csam), meccanismo noto come ‘chat control’.
“Se proseguiamo i negoziati sulla base della precedente proposta di compromesso, c’è il rischio concreto che le autorità si trovino senza strumenti per combattere questi crimini. Non è un rischio che siamo disposti a correre” spiega una fonte diplomatica europea. L’approccio proposto dalla presidenza non include quindi gli ordini di rilevamento, ma mantiene l’attuale regime volontario, in scadenza nel 2026, per le società tech nel rintracciare materiale pedopornografico.
I fornitori sarebbero tenuti a effettuare una valutazione del rischio e l’individuazione volontaria sarebbe una possibile misura di mitigazione. Restano poi altri elementi della proposta, ad esempio la possibilità di emettere ordini di blocco e rimozione o gli obblighi di segnalazione. Copenaghen inoltre punta a includere una clausola di revisione, che consentirebbe alla Commissione di valutare la necessità e la fattibilità di includere obblighi di rilevamento in futuro, tenendo conto degli sviluppi tecnologici.
Se gli Stati membri sosterranno l’approccio proposto, la presidenza procederà a elaborare una proposta di compromesso rivista, che dovrebbe essere discussa in una riunione del gruppo di lavoro a novembre. La Commissione europea aveva presentato la sua proposta nel 2022 nel tentativo di arginare la diffusione di contenuti pedopornografici.
Il testo, che ha suscitato diverse polemiche, ha avuto un iter legislativo travagliato. Un primo alt è arrivato dal Parlamento europeo. Nel suo mandato negoziale, l’Eurocamera ha emendato la proposta, eliminando i controlli indiscriminati sulle chat e aprendo alla possibilità di sorvegliare in modo mirato solo specifici individui e gruppi sospetti. I Ventisette invece non sono riusciti finora a raggiungere un compromesso sul mandato negoziale, facendo naufragare tutti i tentativi messi in campo.
Da ultimo, la presidenza danese, molto sensibile sul tema, ha avanzato due proposte di compromesso senza tuttavia riuscire a raggiungere la maggioranza qualificata necessaria in Consiglio, ostacolata in particolare dalle forti riserve espresse da Berlino. La chat control è stata criticata anche da un fronte composito di ricercatori, organizzazioni in difesa della privacy ed editori di app di messaggistica (31 ottobre).
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