Bruxelles (ANSA) – È una corsa contro il tempo quella ingaggiata dall’Europa per trovare un’alternativa alla “spina dorsale dell’esercito ucraino”, come ha ribattezzato Elon Musk i suoi satelliti Starlink, rivelatisi cruciali per garantire le comunicazioni civili e militari in Ucraina durante il conflitto. Una spina dorsale che Kiev teme di vedere in frantumi dopo lo stop agli aiuti militari e alla condivisione dell’intelligence disposto da Donald Trump nelle scorse settimane.
“Abbiamo capacità satellitari in Ue e siamo pronti a sostenere l’Ucraina se necessario”, hanno assicurato dalla Commissione europea che punta ad allargare a Kiev i servizi di GovtSatCom, la piattaforma con cui si mettono in comune e si condividono le capacità satellitari già esistenti all’interno di alcuni Stati membri, ossia Italia, Francia, Germania, Spagna e Lussemburgo, rendendole accessibili alle autorità governative dei singoli Stati Membri e dell’Ue.
L’intenzione di Bruxelles è di accelerare il dispiegamento dei servizi di GovSatCom già da quest’anno. Una soluzione comunque provvisoria in attesa di Iris², la nuova costellazione europea di satelliti Internet, prevalentemente in orbita bassa (Leo), che sarà pienamente operativa solo dal 2030. Tanto dovrebbe bastare, secondo Bruxelles, a garantire la connettività internet nelle città o negli ospedali ad esempio.
Le capacità militari richiederanno, invece, la stipula di contratti commerciali, spiegano ancora da Palazzo Berlaymont che nelle ultime settimane ha intensificato le discussioni con la lussemburghese Ses, la francese Eutelsat e la spagnola Hisdesat, tre operatori satellitari già riuniti nel consorzio SpaceRise con cui la Commissione ha siglato nel dicembre scorso il contratto di concessione da 10,6 miliardi di euro per la realizzazione di Iris² (10 marzo).
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