Bruxelles (ANSA) – La Commissione europea presto consegnerà la sua proposta per il nuovo bilancio europeo che scatterà a partire dal 2028. Ad alimentare crescenti tensioni è il timore che l’esecutivo Ue voglia ridurre i fondi per l’agricoltura e la coesione, rivedendo al contempo il modo in cui sono strutturati, attraverso uno stanziamento unico per Paese, sul modello del Next Generation EU.
Ecco allora che 14 capitali, tra cui Roma, hanno diffuso un ‘non paper’ in cui si difende la coesione così com’è adesso. “Riteniamo che solo un budget robusto e distinto, basato su allocazioni regionali, che riflette i diversi livelli di sviluppo e che sia accompagnato da una legislazione dedicata alle politiche di Coesione può assicurare che il prossimo bilancio pluriennale porti a unità, competitività e convergenze di lungo termine tra le Regioni Ue”, si legge nel documento.
Tra i firmatari Bulgaria, Repubblica Ceca, Grecia, Spagna, Croazia, Ungheria, Lituania, Lettonia, Polonia, Portogallo, Romania, Svezia e Slovacchia, oltre all’Italia. Varsavia ha poi rincarato la dose con un documento tutto suo, in cui delinea le priorità a suo dire ineludibili tra cui, ad esempio, salvaguardare anche la politica agricola.
“La quota destinata alla politica di coesione e alla politica agricola comune nel bilancio comunitario non deve essere inferiore a quella attuale”, si legge. La Polonia, ad ogni modo, lancia un assist alla Commissione per quanto riguarda l’architrave portante del nuovo bilancio e non a caso al centro dei negoziati con gli Stati membri: la dotazione totale.
“La portata delle sfide che l’Ue deve affrontare è più grande che mai: pertanto ha bisogno di un bilancio adeguato alle sfide e alle esigenze di investimento”, nota il documento. “Ciò significa che il livello delle nostre ambizioni finanziarie dovrebbe essere notevolmente più elevato rispetto al passato” (2 luglio).
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