Bruxelles (ANSA) – La Commissione Europea vara il primo rapporto dedicato al ciclo annuale sulla migrazione, tappa cruciale per arrivare all’attuazione del Patto (che scatterà a metà del 2026). L’Italia – insieme a Grecia, Cipro e Spagna – si vede riconoscere la possibilità di accedere al fondo di solidarietà europeo, che prevede ricollocamenti o aiuti economici, vista l’entità degli arrivi ma, allo stesso tempo, deve fare i compiti a casa e “attuare tutte le norme” previste dalle riforme, specie sui movimenti secondari.
Perché altrimenti rischia che gli altri Paesi ritirino le offerte di aiuto. “Ci stiamo avvicinando all’attuazione del Patto e a un nuovo sistema europeo di gestione della migrazione che garantisce che nessuno Stato membro sia lasciato solo ad affrontare pressioni sproporzionate”, sottolinea il commissario agli Affari Interni e alla Migrazione Magnus Brunner.
“Gli arrivi nell’Ue stanno diminuendo (-35% nell’ultimo anno) e devono continuare a farlo: mentre attuiamo il Patto, dobbiamo proseguire senza sosta il nostro lavoro per garantire un aumento dei rimpatri e coinvolgere i Paesi terzi in partenariati che riflettano meglio gli interessi dell’Ue”.
“Bulgaria, Repubblica Ceca, Estonia, Croazia, Austria e Polonia si trovano ad affrontare una situazione migratoria significativa a causa delle pressioni cumulative degli ultimi cinque anni” e avranno dunque” la possibilità di chiedere al Consiglio una deduzione totale o parziale dei loro contributi al fondo di solidarietà per l’anno prossimo”, ha evidenziato la Commissione (11 novembre).
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