Bruxelles (ANSA) – La manovra dell’Italia non è giudicata “pienamente in linea” alle raccomandazioni dell’Ue e la Commissione europea la invita quindi, insieme ad altri otto Paesi con lo stesso giudizio, incluse Germania e Olanda, a “tenersi pronta” ad adottare le misure necessarie. “Non si tratta di una bocciatura ma di un invito alla prudenza di bilancio e a utilizzare al meglio le risorse comuni europee”, ha sottolineato il commissario europeo Paolo Gentiloni.

“E’ un risultato utile e su cui proseguirà la collaborazione tra autorità italiane e la Commissione europea”. L’Italia dovrà “prendere le misure opportune e non fare manovre correttive”, ha aggiunto Gentiloni. “Accogliamo il giudizio della Commissione. Tutto come previsto: nonostante l’eredità dell’impatto negativo di energia e superbonus andiamo avanti con sano realismo”, ha commentato il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti.

Nello stesso pacchetto Ue per il semestre europeo solo sette Paesi dell’Eurozona sono promossi senza riserve, Spagna e Grecia tra questi. ‘Bocciati’ in quattro: Belgio, Finlandia, Francia e Croazia, risultati “non in linea” con le raccomandazioni (22 novembre).

L’Ue conclude il riesame degli aiuti alla Palestina, ‘nessun fondo collegabile a Hamas’

Strasburgo (ANSA) – La Commissione europea ha concluso la revisione degli aiuti ai palestinesi, messa in campo dopo l’attacco di Hamas del 7 ottobre. “Il riesame non ha trovato indicazioni di fondi Ue che in modo diretto o indiretto sia andato ad Hamas. I pagamenti ai palestinesi continueranno senza ritardi”, ha sottolineato il vice presidente della Commissione Valdis Dombrovskis.

Nella revisione, tuttavia, l’Ue appone un’ulteriore stretta sui controlli dei destinatari dei fondi comunitari. Dalla revisione è esclusa l’assistenza umanitaria. Il riesame non ha riguardato la policy europea alla base degli aiuti inviati ai palestinesi. “La revisione ha dimostrato che i controlli della Commissione e le salvaguardie esistenti, che sono state significativamente rafforzate negli ultimi anni, funzionano bene e che finora non sono state trovate prove che il denaro sia stato dirottato per scopi non voluti”, spiega l’esecutivo europeo.

Il riesame non ha trovato indicazioni di fondi europei che in modo diretto o indiretto sia andato ad Hamas. I pagamenti ai palestinesi continueranno senza ritardi

Valdis Dombrovskis, vice presidente della Commissione europea

La revisione ha seguito un approccio in due fasi. In primo luogo è stato effettuato uno screening operativo per valutare la fattibilità dei progetti alla luce della nuova situazione sul campo. In questa fase, la revisione ha identificato un elenco di progetti non fattibili per un importo di 75,6 milioni di euro, che saranno riprogrammati a sostegno dei palestinesi alla luce di nuove priorità da individuare sul campo. Come parte della seconda fase, è stata effettuata una valutazione del rischio, per cui è stato chiesto a tutti i partner esecutivi di fornire informazioni sui meccanismi di controllo in vigore. Nel contesto attuale, la Commissione ha individuato alcune misure aggiuntive, come l’inclusione di clausole contrattuali anti-incitamento in tutti i nuovi contratti e il monitoraggio della loro rigorosa applicazione in ogni momento (21 novembre).

Borrell ai 27, ‘prepariamo un piano sul futuro di Gaza’

Borrell ai 27, ‘prepariamo un piano sul futuro di Gaza’. Foto: Nacho Frade / Europa Press (Foto di archivio) 05/9/2023

Bruxelles (ANSA) – L’Alto Rappresentante Ue per la Politica Estera Josep Borrell, nel corso della videocall con i 27 ministri degli Esteri europei, ha annunciato la preparazione di un documento sul futuro di Gaza. Il testo sarà sul tavolo del prossimo Consiglio Affari Esteri. “La prossima riunione dovrà concentrarsi in particolare sulla stabilizzazione di Gaza e sulla rivitalizzazione della soluzione dei due Stati”, ha spiegato Borrell, sottolineando che “la migliore garanzia per la sicurezza di Israele è la creazione di uno stato palestinese”.

Nel corso della videoconferenza, inoltre, Borrell ha sottolineato l’esistenza di “un rischio reale di un rapido deterioramento della situazione in Cisgiordania alla luce dell’aumento della violenza degli estremisti e dei coloni contro i palestinesi”. L’Alto Rappresentante Ue ha spiegato che, al termine della sua missione in Medio Oriente, ha preso atto “del senso di urgenza assoluta, in particolare per la drammatica situazione a Gaza” e “del desiderio condiviso di avere una pace duratura nella regione”. E c’è infine “l’assoluta urgenza di rilasciare gli ostaggi”, ha aggiunto Borrell spiegando come i report degli attacchi degli Huthi, in Yemen, “sono un altro segnale di preoccupazione” (20 novembre).

Michel a Kiev, ‘lavorare per avviare i negoziati di adesione all’Ue a dicembre’

Kiev (ANSA) – Il presidente del Consiglio Europeo, Charles Michel, si è recato a Kiev per una visita lampo nel corso della quale ha incontrato i capi di Stato ucraino, Volodymyr Zelensky, e moldava, Maia Sandu, e ha partecipato alla cerimonia per la commemorazione dei dieci anni dell’Euromaidan o rivoluzione della dignità, per gli ucraini. Al centro dei colloqui, il processo di adesione all’Unione Europea: i leader europei, infatti, a dicembre dovranno decidere se dare il via libera o meno all’apertura dei negoziati, così come raccomandato dalla Commissione.

“Quello di dicembre sarà un Consiglio Europeo molto difficile, non lo nascondiamo: ma farò tutto il possibile per far sì che arrivi la luce verde”, ha detto Michel al termine dell’incontro con Zelensky e Sandu. “L’ingresso di Ucraina e Moldavia è un nostro interesse strategico e manderebbe il messaggio che l’Ue è affidabile” ha aggiunto. “Questa decisione sarebbe importante per mobilitare il popolo ucraino e mostrerebbe che difendiamo i nostri valori con i fatti e non solo con le parole” ha dichiarato dal canto suo Zelensky, rivendicando il rispetto “al 100%” delle raccomandazioni dell’Ue necessarie per avanzare nel processo di adesione.

Anche il ministro della Difesa tedesco, Boris Pistorius, è giunto nella capitale ucraina “per valutare personalmente la situazione attuale e l’efficacia del sostegno della Germania”. Secondo quanto riportato da Bild, Pistorius ha promesso a Kiev nuovi armamenti dalla Germania per un valore totale di oltre 1,3 miliardi di euro. Berlino consegnerà una terza tranche di sistemi di difesa Iris-T Slm tra la fine del 2024 e il 2025. Pistorius ha anche promesso 20.000 nuovi proiettili di artiglieria da 155 millilitri, 60 droni di sorveglianza ad alta tecnologia e decine di sistemi radar (21 novembre).

Intelligenza artificiale, Roma-Parigi-Berlino contro le norme sui modelli di fondazione

Bruxelles (ANSA) – In un documento inviato agli Stati membri dell’Ue sulla proposta di legge europea in materia di intelligenza artificiale (IA), Italia, Germania e Francia dichiarano di opporsi alla “introduzione di norme non testate” riguardanti modelli di fondazione come GPT-4, alla base del chatbot ChatGPT, preferendo piuttosto “un’autoregolamentazione obbligatoria attraverso codici di condotta”.

“Questi – si legge nel documento di cui ANSA ha preso visione – potrebbero seguire i principi definiti a livello di G7 nel quadro del processo di Hiroshima e l’approccio dell’articolo 69 della proposta di legge sull’AI, e garantirebbero la necessaria trasparenza e il flusso di informazioni nella catena del valore, nonché la sicurezza dei modelli di fondazione contro gli abusi”.

Nel loro documento Roma, Parigi e Berlino si dicono anche “contrarie all’approccio a due livelli per i modelli di fondazione” su cui sembrava essere stato raggiunto il consenso. La proposta di regolamento sull’IA, la prima al mondo in materia, è attualmente in fase di ‘trilogo’, vale a dire è oggetto di negoziati tra le istituzioni dell’Ue, cioè Commissione, Consiglio e Parlamento europeo (21 novembre).

Questa raccolta è una selezione editoriale basata sulla copertura europea dell’ANSA. La responsabilità editoriale di questa pubblicazione è dell’ANSA. Viene pubblicata il lunedì e il giovedì.