Roma/Bruxelles (ANSA) – Kiev ha ufficialmente interrotto il transito di gas russo attraverso il proprio territorio, non rinnovando un accordo con Mosca che garantiva forniture a Slovacchia, Repubblica Ceca, Austria e Ungheria. La stretta, adottata per tagliare i fondi all’industria bellica del nemico, è stata definita da Volodymyr Zelensky come “una delle più significative sconfitte” di Vladimir Putin.
L’Ue si è detta “pronta” allo stop del transito del gas russo in Ucraina, parlando di un impatto “limitato” e mettendo sul tavolo un documento molto dettagliato, in cui illustra il suo piano per limitare i rischi, soprattutto per quanto riguarda i Paesi più esposti. “Abbiamo quattro rotte alternative, quattro principali percorsi di diversificazione, con volumi provenienti principalmente dai terminali Gnl in Germania, Grecia, Italia e Polonia ma forse anche dalla Turchia”, si legge nel documento.
I 14 miliardi di metri cubi di gas l’anno, finora transitati dall’Ucraina, possono essere completamente sostituiti, ha rassicurato Bruxelles mentre crescono i timori di una fiammata dei prezzi. “L’interruzione del transito del gas attraverso l’Ucraina avrà un impatto drastico su tutti noi nell’Ue, non solo sulla Federazione Russa” ha avvertito il premier slovacco Robert Fico.
Posizione contestanta dal governo polacco, guidato dal popolare Donald Tusk, che oggi assume il semestre di presidenza del Consiglio europeo. Secondo il suo ministro degli Esteri, Radoslaw Sikorski, la fine del transito del gas russo attraverso l’Ucraina è un “vittoria”. Dall’inizio dell’invasione dell’Ucraina l’Ue ha ridotto a meno del 10% le importazioni di gas dalla Russia, rispetto al 40% dei livelli pre-guerra.
La chiusura della rotta ucraina avrà un impatto pari al 5% l’import totale europeo. Mosca, commentando la fine dell’accordo di transito con Kiev, ha sottolineato che gli ucraini si sono “sparati sui piedi”, rinunciando a parecchi introiti (1 gennaio).
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