Sharm el-Sheikh (ANSA) – La Cop27 di Sharm el-Sheikh si chiude con un bicchiere mezzo pieno per i paesi poveri e più vulnerabili al cambiamento climatico ed un bicchiere mezzo vuoto invece per quanti, come Ue ed Usa, chiedevano più progressi nella riduzione delle emissioni di gas serra. La novità principale prevista nel documento finale è la decisione di istituire un fondo ad hoc per i ristori delle perdite (cioè i morti) e i danni del riscaldamento globale nei paesi più poveri e vulnerabili. Era la richiesta principale alla conferenza dei paesi emergenti e in via di sviluppo del G77+Cina, sostenuta dalla presidenza egiziana. 

Il documento finale ha deluso invece gli stati che volevano un aumento degli impegni di mitigazione del cambiamento climatico, cioè di riduzione delle emissioni di gas serra. Ue e Usa in primis, ma anche un’ottantina di paesi che a Sharm si erano detti favorevoli all’eliminazione dei combustibili fossili, e gli stati insulari che rischiano di finire sott’acqua. La Cop27 ha salvato l’impegno preso a Glasgow l’anno scorso di mantenere il riscaldamento globale entro 1,5 gradi dai livelli pre-industriali, ma ha indebolito tutti gli strumenti per arrivare a questo risultato: neanche una parola sui combustibili fossili; riduzione e non eliminazione della produzione di elettricità a carbone; eliminazione dei sussidi alle fonti fossili, ma solo di quelli “inefficienti”; gas insieme alle rinnovabili come “fonte energetica del futuro”. 

“La Cop27 segna un piccolo passo verso la giustizia climatica ma serve molto di più per il pianeta. Abbiamo trattato alcuni sintomi ma non curato il paziente dalla febbre” ha commentato la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. “Sfortunatamente” non è arrivato un impegno sulle emissioni o sul clima, ha aggiunto. “Ma l’Ue manterrà la rotta, in particolare attraverso il Green Deal europeo e RePowerEu, perché è essenziale mantenere l’ambizione dell’accordo di Parigi a portata di mano” (20 novembre).

Lagarde, è ora di ridurre il portafoglio di bond

Chiaro rialzo dei tassi sul mercato dei titoli di Stato europei dopo che la presidente della Bce Christine Lagarde ha annunciato che “è ora di ridurre il portafoglio di bond” della Banca centrale europea: il rendimento del Btp decennale sale di oltre dieci punti base al 4,03% dopo due giornate passate sotto la soglia psicologica del 4%. Lo spread con il Bund tedesco, per il contemporaneo rialzo del tasso anche del prodotto di Berlino, resta abbastanza stabile sui 194 punti base.

Con l’economia dell’area euro entrata in una nuova fase di alta inflazione, “è opportuno che il bilancio, in modo misurato e prevedibile, sia normalizzato”, ha detto Lagarde riferendosi ai titoli nel portafoglio della banca centrale acquisiti durante gli anni del quantitative easing. Lagarde, parlando al Congresso bancario europeo, ha confermato che “a dicembre definiremo i principi-chiave per ridurre il portafoglio di bond” pur mantenendo la flessibilità nei reinvestimenti e lo ‘scudo’ anti-spread.

In un ambiente economico caratterizzato da “shock multipli e profonda incertezza”, l’Europa non deve annacquare la regolamentazione del settore bancario rischiando di ritrovarsi con banche più deboli e, in definitiva, meno credito all’economia, ha spiegato la presidente della Bce a Francoforte, in un implicito riferimento al negoziato europeo sull’implementazione delle regole di Basilea3 in cui la Vigilanza lamenta tentativi di indebolire l’impianto normativo.

Parlamento europeo, ‘da Budapest misure insufficienti, Ue congeli fondi’

Bruxelles (ANSA) – “Se la Commissione Ue procederà con l’erogazione dei fondi all’Ungheria, Ursula von der Leyen sarà personalmente responsabile della trasformazione dell’Ungheria in una palude della corruzione”. Lo ha detto l’eurodeputato di Renew Europe, Moritz Koerner – tra i negoziatori per il Parlamento europeo del regolamento del meccanismo di condizionalità sullo Stato di diritto – nel corso di una conferenza stampa in merito alla procedura attivata nei confronti di Budapest sulla quale il Consiglio dell’Ue è chiamato a pronunciarsi entro il 19 dicembre.

Il meccanismo di condizionalità permette a Bruxelles di sospendere i fondi diretti ad uno Stato se contesta una violazione allo stato di diritto che ha o minaccia di avere un impatto negativo sulle finanze dell’Ue. Budapest ha concordato con l’esecutivo europeo un piano di riforme che si articola in 17 provvedimenti per superare le criticità rilevate dalla Commissione e sbloccare così i fondi destinati al Paese. Il governo di Viktor Orban ha tempo fino a sabato di attuare il programma di riforme sul quale l’Esecutivo europeo farà una valutazione.

Per l’eurodeputato dei Verdi Daniel Freund, “non ci sono stati risultati sufficienti a dimostrare che la situazione nel Paese sia migliorata, sono necessari periodi di monitoraggio più lunghi per capire se alcune delle misure messe in campo solo recentemente da Budapest possano avere effetto”. L’europarlamentare ha sottolineato la necessità che “durante questo periodo la Commissione trattenga i fondi, quello che chiediamo – ha spiegato – è il congelamento di due terzi dei fondi, questo vuol dire che la prima tranche verrà erogata in ogni caso e che non ci saranno problemi di cash flow nei primi due anni, ma è necessario mantenere una leva politica per proteggere i fondi dell’Unione”. (17 novembre).

L’Ue lavora a nuove sanzioni contro l’Iran sui droni. Von der Leyen: ‘La loro proliferazione è un rischio per il Medio Oriente ed il mondo’

Bruxelles (ANSA) – L’Unione europea sta lavorando a nuove sanzioni contro Teheran in risposta alla proliferazione dei droni iraniani. “Ci è voluto troppo tempo per capire un fatto molto semplice: che mentre lavoriamo per impedire all’Iran di sviluppare armi nucleari, dobbiamo anche concentrarci su altre forme di proliferazione delle armi, dai droni ai missili balistici. È un rischio per la sicurezza non solo per il Medio Oriente, ma per tutti noi” ha detto la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, in un intervento in Bahrein. Il capo dell’esecutivo comunitario ha sottolineato che l’Europa si sta “coordinando con i partner e gli alleati per adottare ulteriori sanzioni contro l’Iran in risposta alla proliferazione dei droni iraniani” (18 novembre).

Crisi delle targhe, Borrell convoca una riunione d’emergenza con i leader di Serbia e Kosovo

Josep Borrell, alto rappresentante per la politica estera dell’Ue, partecipa al Consiglio Difesa. Foto: Francois Lenoir/EU Council/dpa

Bruxelles (ANSA) – L’Alto rappresentante dell’Ue per la politica estera, Josep Borrell, ha convocato una riunione d’emergenza con il presidente della Serbia, Aleksandar Vucic, ed il premier del Kosovo, Albin Kurti. Il capo della diplomazia europea, assistito dall’inviato speciale per il dialogo Belgrado-Pristina, Miroslav Lajcak, terrà bilaterali con i due leader prima di un faccia a faccia congiunto. 

Obiettivo della riunione è raggiungere un’intesa che scongiuri una nuova escalation della cosiddetta crisi delle targhe, aggravatasi all’inizio del mese con le dimissioni di massa dei kosovari di etnia serba dalle istituzioni del Paese. “Abbiamo bisogno di una de-escalation della situazione, smettere di passare dalla gestione permanente della crisi ed iniziare invece ad avanzare verso la normalizzazione dei rapporti” tra Kosovo e Serbia, ha scritto Borrell in un tweet alla vigilia del colloquio.

Pomo della discordia è la normativa di Pristina che introduce l’obbligo di reimmatricolazione delle auto con targa serba e la sostituzione con quella kosovara. La normativa prevede un piano di attuazione a tappe, entrato in vigore il primo novembre. Finora chi non era in regola ha ricevuto degli ammonimenti verbali, da domani scatterà l’imposizione di una multa da 150 euro. 

I serbi contestano questo piano e chiedono il rispetto degli accordi di Bruxelles da parte delle autorità del Kosovo, con particolare riguardo all’istituzione dell’associazione delle municipalità a maggioranza serba. Il governo del Kosovo insiste invece sul concetto di reciprocità e sottolinea come la creazione di un ente monoetnico sia contrario al dettato costituzionale (20 novembre).

Questa raccolta è una selezione editoriale basata sulla copertura europea dell’ANSA. La responsabilità editoriale di questa pubblicazione è dell’ANSA. Viene pubblicata il lunedì e il giovedì.