Strasburgo (ANSA) – “La Commissione sta avviando un’indagine anti-sovvenzioni nel settore elettrico dei veicoli provenienti dalla Cina”. Lo ha annunciato la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, nel suo discorso sullo Stato dell’Unione. “I mercati globali sono inondati di auto elettriche cinesi più economiche”, a prezzi “mantenuti artificialmente bassi da ingenti sussidi statali. Questo distorce il nostro mercato. E poiché non lo accettiamo dall’interno, non lo accettiamo dall’esterno”, ha detto von der Leyen.

Fortemente voluta da Parigi – pronta a lanciare un bonus di 5mila euro per l’acquisto di veicoli elettrici ‘made in Eu’ – e accolta con soddisfazione anche da Roma (seppur con una stoccata del vicepremier Matteo Salvini) e Berlino, l’istruttoria antitrust annunciata da von der Leyen si muove nella stessa direzione già intrapresa su microchip e materie prime rare con l’obiettivo di porre fine all’epoca della dipendenza dell’Europa dall'”assertiva” Cina, nel segno dell’equilibrio tra la “riduzione dei rischi” e la volontà di “mantenere aperti i canali di comunicazione”.

Nel 2022 la quota di mercato delle auto elettriche di marchi cinesi vendute nell’Ue è passata da pochi punti percentuali all’8%. Un trend che potrebbe portare al 15% nel 2025. La differenza di prezzo riscontrata tra i prodotti cinesi e quelli europei è in media del 20%. Prezzi “mantenuti artificialmente bassi da ingenti sussidi statali” cinesi e pertanto, è l’affondo di von der Leyen, una pratica “inaccettabile” per un’Europa “aperta alla concorrenza” ma non al costo di una “corsa al ribasso” (13 settembre).

Von der Leyen rilancia la sua agenda, ‘sul Green Deal parte una nuova fase’

Strasburgo (ANSA) – Nel suo ultimo discorso sullo Stato dell’Unione al Parlamento europeo, la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha rilanciato la sua agenda, a partire dal piano verde maestro sempre più bersaglio degli attacchi alterni dei partiti – i suoi Popolari in testa – a nove mesi dalle Europee. E la direzione indicata è categorica: “mantenere l’ambizione” ed “entrare in una nuova fase”, fatta di aiuti significativi all’industria, da mesi pressata dagli alti costi che la transizione comporta, aggravati dai colpi della guerra in Ucraina sulle materie prime, dal caro prezzi e dalla vertigine dell’inflazione.

A sorpresa, von der Leyen ha anche annunciato l’intenzione di arruolare l’ex presidente del Consiglio Mario Draghi per rilanciare l’economia. “Tre sfide – lavoro, inflazione e ambiente commerciale – arrivano in un momento in cui chiediamo anche all’industria di guidare la transizione pulita. Dobbiamo quindi guardare avanti e stabilire come rimanere competitivi mentre lo facciamo. Per questo motivo ho chiesto a Mario Draghi – una delle grandi menti economiche europee – di preparare un rapporto sul futuro della competitività europea”, ha spiegato von der Leyen.

“So che quest’Aula sostiene la nostra proposta sulla lotta alla violenza contro le donne. Anche qui vorrei che si trasformasse in legge un altro principio fondamentale: no significa no. Non può esserci vera uguaglianza senza libertà dalla violenza”

Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea

Sullo sfondo delle dispute sul dossier immigrazione tra Italia, Francia e Germania, l’adagio della leader si è ripetuto immutato: i governi e il Parlamento europeo sono ora chiamati a cogliere “l’opportunità storica” di approvare le nuove regole del Patto migratorio. Per un approccio che garantisca “sicurezza” e “unità”. Un’unità da mostrare anche con altre intese con i Paesi terzi come quella già chiusa con la Tunisia, e con l’organizzazione di una Conferenza internazionale sulla lotta al traffico di esseri umani.

Tra le sfide indicate dalla presidente tedesca, anche l’allargamento. Portare il club dei Ventisette a oltre 30 membri – con Kiev e i Balcani occidentali in testa alla corsa – è possibile, ma l’adesione, è stato l’avvertimento di von der Leyen, “è basato sul merito e la Commissione difenderà sempre questo principio”. Nel frattempo servirà avanzare sull’ingresso di Bulgaria e Romania nell’area Schengen.

Sull’intelligenza artificiale l’Ue, è l’impegno, dovrà fare da capofila “unendo le forze” con i partner internazionali, a cominciare dagli Usa, “per garantire un approccio globale alla comprensione dell’impatto dell’IA nelle nostre società”. Infine, un passaggio sulla lotta alla violenza contro le donne. Una sola indicazione, inequivocabile: a trasformarsi in legge dev’essere “un principio fondamentale: no significa no. Non può esserci vera uguaglianza senza libertà dalla violenza” (13 settembre).

L’Ue cresce meno, l’Italia 2023 si ferma a +0,9%

L’Ue cresce meno, l’Italia 2023 si ferma a +0,9%

Bruxelles (ANSA) – Bruxelles taglia le previsioni economiche per l’Italia, che quest’anno si fermerà a +0,9% e l’eurozona, che complessivamente avrà un Pil a +0,8%. Il caro-prezzi pesa sui consumi e il rialzo dei tassi comprime il credito bancario. “L’economia dell’Ue ha perso slancio dalla primavera”, ha segnalato il commissario europeo all’Economia Paolo Gentiloni rivendicando come le azioni ai molti shock abbiano comunque permesso ai Paesi del blocco di evitare la recessione.

In Italia intanto si vede anche un calo della domanda legato alla fine degli incentivi per le ristrutturazioni edilizie con il superbonus, che già si sono tradotti in una frenata del Pil dello 0,4% nel secondo trimestre, che secondo Gentiloni “ha sorpreso”. Alla fine la Commissione europea ha ridotto di 0,3 punti percentuali rispetto alle stime formulate in primavera le proiezioni sulla crescita attesa per il Pil italiano per il 2023 (atteso ora allo 0,9%) e per il 2024 (allo 0,8%).

Il rallentamento è comunque diffuso. L’esecutivo comunitario ha tagliato di 0,3 punti percentuali la crescita attesa complessivamente nei Paesi dell’euro, prevista ora allo 0,8% quest’anno e all’1,3% nel prossimo. Anche per l’intera Ue, poi, le attese sono di una crescita dello 0,8% quest’anno (dall’1% visto in precedenza), ma di un 1,4% per il 2024 (da 1,7%). La situazione nell’intera Ue resta comunque molto variegata. Va decisamente peggio del previsto la Germania sulle cui prospettive Bruxelles cala la scure, riducendo le previsioni dal +0,2% visto ancora nelle stime di maggio a una contrazione dello 0,4% nell’intero anno (Berlino salirà poi dell’1,1% nel 2024).

L’economia tedesca, poi, è l’unica vista in calo quest’anno tra i sei grandi Stati membri dell’Ue, per i quali la Commissione aggiorna le stime su Pil e inflazione. Nell’economia europea, comunque, “l’incertezza rimane eccezionalmente elevata, in gran parte a causa della guerra di aggressione in corso da parte della Russia contro l’Ucraina”, ha avvertito Gentiloni. “La stretta monetaria potrebbe portare a effetti negativi sull’attività economica più forti del previsto, ma potrebbe anche innescare un calo più rapido dell’inflazione, che accelererebbe la ripresa dei redditi reali” (11 settembre).

Da Berlino stop all’accoglienza dei migranti dall’Italia

Berlino (ANSA) – I processi di selezione dei richiedenti asilo che arrivano in Germania dall’Italia nell’ambito del “meccanismo di solidarietà volontaria” sarebbero stati interrotti, come comunicato a Roma con una lettera ad agosto. Lo riporta Welt, citando ambienti delle autorità tedesche. Il ministero tedesco dell’Interno ha inoltre risposto a Welt che a causa della “forte pressione migratoria verso la Germania” e della “continua sospensione dei trasferimenti di Dublino”, “l’Italia è stata informata” che i processi di selezione dei migranti per la redistribuzione sarebbero stati “rinviati fino a nuovo ordine”. I migranti dall’Italia per i quali c’è già stata in passato un’autorizzazione dalla Germania “continueranno ad essere accettati”, sottolinea il ministero tedesco.

Secondo quanto riporta Welt, la sospensione da parte di Berlino sarebbe una reazione al rifiuto dell’Italia di autorizzare da mesi i trasferimenti secondo il regolamento di Dublino. Si tratterebbe quindi ad esempio di migranti giunti in Germania, ma per cui l’Italia è stato il primo Paese d’arrivo. Il giornale tedesco cita una lettera scritta dal governo italiano il 5 dicembre 2022 ai partner Ue, in cui sarebbe stato ufficializzato che i “trasferimenti verso l’Italia” sono “temporaneamente cancellati” a causa di “motivi tecnici emersi improvvisamente e legati alla mancanza di capacità di accoglienza” (12 settembre).

L’Ue sblocca un milione di euro per i primi aiuti al Marocco

Strasburgo (ANSA) – Via libera della Commissione europea ai primi aiuti umanitari da un milione di euro “per sostenere il Marocco nella risposta al terremoto mortale di magnitudo 6,8 dell’8 settembre”. Lo annuncia in una nota il commissario europeo per la Gestione delle crisi, Janez Lenarcic, sottolineando che il finanziamento mira a “contribuire alle necessità più urgenti della popolazione più colpita” e che “l’Ue resta pronta ad assistere” Rabat “in tutti i modi”. Il Centro europeo di coordinamento della risposta alle emergenze monitora “da vicino” la situazione “ed è in contatto con le autorità marocchine per offrire loro tutta l’assistenza di protezione civile” necessaria, riferisce inoltre Bruxelles, precisando di aver contattato i Paesi membri “per una possibile mobilitazione di squadre di intervento, qualora il Marocco lo ritenga necessario” (11 settembre).

Questa raccolta è una selezione editoriale basata sulla copertura europea dell’ANSA. La responsabilità editoriale di questa pubblicazione è dell’ANSA. Viene pubblicata il lunedì e il giovedì.