Bruxelles (ANSA) – Durante il Consiglio Istruzione a Bruxelles, il ministro Giuseppe Valditara ha presentato la sua proposta di una raccomandazione europea per vietare l’uso degli smartphone in classe per gli under 14 in tutta Europa. “E’ giunto il momento di intervenire con decisione per tutelare il benessere e l’apprendimento dei nostri giovani”, ha detto Valditara durante il Consiglio.
Il ministro ha evidenziato che “i risultati degli studi scientifici dimostrano che l’abuso di dispositivi mobili durante l’infanzia e la preadolescenza incide negativamente sullo sviluppo cognitivo, causando perdita di concentrazione e memoria, riduzione delle competenze linguistiche e del pensiero critico”. Oltre al calo delle performance scolastiche, l’uso eccessivo degli smartphone in età precoce è riconosciuto come una delle principali cause di isolamento sociale”, ha aggiunto.
Nel complesso 11 Paesi Ue hanno sostenuto l’iniziativa. Nello specifico, sono intervenuti a sostegno: Francia, Svezia, Ungheria, Cipro, Belgio, Lussemburgo, Lituania e Grecia. A questi, si aggiungono Austria e Slovacchia che hanno cofirmato la proposta (ma che non sono intervenute). Nessun Paese si è espresso in senso contrario. La presidenza polacca di turno dell’Ue ha appoggiato la proposta e la commissaria europea competente, Roxana Minzatu, si è impegnata a portare avanti l’iniziativa.
La proposta italiana si inserisce in un contesto europeo già attivo su questo fronte, dove diversi Stati membri hanno adottato misure per limitare o vietare l’uso dei dispositivi mobili nelle scuole, in particolare per gli alunni più piccoli. In Italia, il ministero ha già avviato interventi concreti: “A partire da settembre 2024, è stato disposto il divieto di utilizzo degli smartphone in classe per tutti gli alunni, dalla scuola dell’infanzia alla secondaria di primo grado”, ha dichiarato Valditara.
“Rimane consentito l’uso dei dispositivi previsti nei piani didattici personalizzati per studenti con disabilità o disturbi specifici dell’apprendimento. Se vogliamo davvero bene ai nostri figli, dobbiamo garantirgli a scuola una pausa dai cellulari”, ha osservato il ministro, indicando che “è necessario un approccio coordinato a livello europeo anche sul tema dell’accesso ai social network per contrastare fenomeni come cyberbullismo, pedopornografia, atti di autolesionismo e violenza di genere” (12 maggio).
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