Roma (ANSA) – L’Italia reintrodurrà i controlli delle frontiere interne con la Slovenia “dal 21 ottobre per un periodo di 10 giorni prorogabili, ai sensi del Regolamento Ue 2016/339”. Lo comunica Palazzo Chigi in una nota. “Le modalità di controllo – si legge nel comunicato – saranno attuate in modo da garantire la proporzionalità della misura, adattate alla minaccia e calibrate per causare il minor impatto possibile sulla circolazione transfrontaliera e sul traffico merci”.

“Ulteriori sviluppi della situazione ed efficacia delle misure – prosegue – verranno analizzati costantemente, nell’auspicio di un rapido ritorno alla piena libera circolazione”. “Nelle valutazioni nazionali le misure di polizia alla frontiera italo-slovena non risultano adeguate a garantire la sicurezza richiesta” si legge ancora nella nota, in cui si spiega che lo scenario “oggetto di approfondimento anche da parte del Comitato di analisi strategica anti-terrorismo istituito presso il ministero dell’Interno, conferma la necessità di un ulteriore rafforzamento delle misure di prevenzione e controllo”.

La sospensione del Trattato di Schengen sulla libera circolazione in Europa si è resa necessaria per l’aggravarsi della situazione in Medio Oriente, l’aumento dei flussi migratori lungo la rotta balcanica e soprattutto per questioni di sicurezza nazionale, e me ne assumo la piena responsabilità

Giorgia Meloni, primo ministro della Repubblica Italiana

“Con il Ministro degli Interni Matteo Piantedosi abbiamo comunicato in sede europea la decisione del Governo italiano di ripristinare i controlli alla frontiera tra Italia e Slovenia” scrive sui social la premier Giorgia Meloni. “La sospensione del Trattato di Schengen sulla libera circolazione in Europa – aggiunge – si è resa necessaria per l’aggravarsi della situazione in Medio Oriente, l’aumento dei flussi migratori lungo la rotta balcanica e soprattutto per questioni di sicurezza nazionale, e me ne assumo la piena responsabilità” (18 ottobre).

Il Parlamento europeo chiede una pausa umanitaria nel conflitto israelo-palestinese

Strasburgo (ANSA) – In una risoluzione approvata con 500 voti a favore 21 contrari e 24 astenuti, il Parlamento europeo condanna gli spregevoli attacchi terroristici di Hamas contro Israele, ed esprime il proprio sostegno a Israele e al suo popolo, sottolineando che “l’organizzazione terroristica Hamas deve essere eliminata”. Gli eurodeputati chiedono anche l’immediato rilascio di tutti gli ostaggi rapiti da Hamas, e riconoscono il diritto di Israele all’autodifesa “come sancito e limitato dal diritto internazionale”.

Qualsiasi azione da parte di Israele deve rispettare rigorosamente il diritto internazionale umanitario, si afferma nel testo, in cui si sottolinea inoltre che sia gli attacchi di Hamas che la risposta israeliana rischiano di intensificare il ciclo di violenza nella regione. I deputati chiedono quindi una pausa umanitaria e sottolineano che attaccare i civili e le infrastrutture civili è una grave violazione del diritto internazionale.

Il testo esprime profondo rammarico per la perdita di vite innocenti e di persone ferite nella recente esplosione all’ospedale episcopale Al Ahli di Gaza e chiede un’indagine indipendente ai sensi del diritto internazionale “per stabilire se si sia trattato di un attacco deliberato e di un crimine di guerra” e, in caso affermativo, chiede “che gli autori siano ritenuti responsabili”. Gli eurodeputati esprimono profonda preoccupazione per il rapido deterioramento della situazione umanitaria nella Striscia di Gaza e sottolineano “l’importanza di distinguere tra il popolo palestinese e le sue legittime aspirazioni da un lato, e il gruppo terroristico Hamas dall’altro”.

Il Parlamento europeo dunque esorta la comunità internazionale a continuare e ad aumentare la propria assistenza umanitaria alla popolazione civile nella zona e chiede a Egitto e Israele di creare corridoi umanitari verso la Striscia di Gaza. Al contempo si sollecita la Commissione europea a rivedere l’assistenza finanziaria dell’Ue ai palestinesi e alla regione per garantire che i fondi non finanzino direttamente o indirettamente il terrorismo (19 ottobre).

Ue, Meta chiarisca le misure prese dopo gli attacchi di Hamas

Bruxelles (ANSA) – La Commissione europea ha inviato a Meta una richiesta di informazioni ai sensi del Digital Services Act (Dsa) sulle misure adottate per ottemperare agli obblighi sulla valutazione dei rischi e per tutelare l’integrità delle elezioni, in seguito agli attacchi terroristici di Hamas in Israele, in particolare per quanto riguarda la diffusione e l’amplificazione di contenuti illegali e la disinformazione.

L’esecutivo ha inviato una richiesta di informazioni anche a TikTok ai sensi della Dsa sulle misure adottate per rispettare gli obblighi relativi alla valutazione dei rischi e alle misure di mitigazione contro la diffusione di contenuti illegali, in particolare contenuti terroristici e violenti e l’incitamento all’odio, nonché la presunta diffusione di disinformazione.

La richiesta riguarda anche la conformità di TikTok circa le disposizioni per la protezione dei minori online. Meta e TikTok dovranno fornire le informazioni entro il 25 ottobre per la risposta alla crisi ed entro l’8 novembre 2023 per la tutela dell’integrità delle elezioni e delle minoranze online. Sulla base della valutazione delle risposte ricorda la Commissione, sia su Meta – cui fanno capo Facebook e Instagram – e sia su TikTok, verranno valutati i prossimi passi, che ai sensi della legge sui servizi digitali Dsa potrebbero comportare l’apertura formale di un procedimento.

L’esecutivo ricorda quindi che può imporre sanzioni per informazioni errate, incomplete o fuorvianti in risposta a una richiesta di informazioni. In caso di mancata risposta, la Commissione può decidere di richiedere le informazioni mediante decisione e in caso di mancata risposta ciò può comportare una messa in mora (19 ottobre).

Premio Sacharov 2023 a Mahsa Amini e alle donne iraniane

Ein Teilnehmer der Großdemonstration "Solidarität mit den Protestierenden im Iran" hält am Großen Stern ein Plakat mit der Aufschrift "We Are All Mahsa Amini".     (zu dpa "EU droht Iran zu Todestag von Amini mit weiteren Strafmaßnahmen")
Premio Sacharov 2023 a Mahsa Amini e alle donne iraniane – Foto: Paul Zinken/dpa

Bruxelles (ANSA) – Il Premio Sacharov 2023 per la libertà di pensiero va a Jina Mahsa Amini e al movimento di protesta iraniano Donna, vita e libertà. La presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola ha annunciato la decisione sulla più alta onorificenza dell’Eurocamera per i diritti civili, giovedì mattina in plenaria a Strasburgo.

Jina Mahsa Amini era una donna curda iraniana di 22 anni che fu arrestata dalla polizia a Teheran il 13 settembre per aver ignorato le rigide leggi iraniane sull’uso del velo. Amini morì in un ospedale di Teheran tre giorni dopo a seguito di abusi fisici subiti durante la detenzione. La sua morte ha scatenato massicce proteste guidate da donne in Iran. Con lo slogan ‘Donna, Vita, Libertà’ hanno protestato contro la legge dell’hijab e altre leggi discriminatorie.

Il Premio Sacharov per la libertà di pensiero è stato istituito nel 1988 per onorare le persone e le organizzazioni che difendono i diritti umani e le libertà fondamentali e comprende un premio in denaro di 50.000 euro. La cerimonia di premiazione si svolgerà il 13 dicembre 2023 nell’emiciclo del Parlamento europeo a Strasburgo (19 ottobre).

Il Parlamento europeo chiede lo stop ai fondi per la Serbia se coinvolta nell’attacco nel nord del Kosovo

Bruxelles (ANSA) – Il Parlamento europeo condanna con la massima fermezza “l’odioso e vile attacco terroristico contro agenti di polizia kosovari da parte di paramilitari serbi ben organizzati” il 24 settembre 2023 a Banjska, nel nord del Kosovo, e chiede alla Commissione europea di congelare i fondi di assistenza di pre-adesione destinati a Belgrado qualora dalle indagini dovesse emergere un suo coinvolgimento diretto nell’attacco.

Nella risoluzione, adottata per alzata di mano, si chiede inoltre ai governi Ue di adottare misure restrittive mirate, tra cui il congelamento dei beni e il divieto di viaggio, nei confronti degli attori destabilizzanti nel nord del Kosovo e dei leader delle principali reti di criminalità organizzata. I deputati esortano quindi la Serbia a “ritirare tutte le basi militari avanzate situate vicino al confine con il Kosovo”, cooperare pienamente e assicurare alla giustizia i responsabili dell’attacco che attualmente risiedono sul suo territorio, anche facilitando la loro estradizione in Kosovo.

La Commissione dovrebbe agire come un onesto mediatore nel processo di normalizzazione ed evitare l’appeasement nei confronti della Serbia, sostengono gli eurodeputati, che in aggiunta chiedono al Consiglio di revocare le misure adottate nei confronti del Kosovo e di riprendere i contatti ad alto livello con il suo Presidente e il governo kosovaro. La risoluzione invita la Commissione a redigere e presentare una tabella di marcia trasparente e ambiziosa per il percorso di integrazione del Kosovo entro la fine del 2023.

Il testo, infine, stigmatizza la “politica molto pericolosa” perseguita da Belgrado ed esprime preoccupazione per le prove che collegano gruppi criminali violenti nel nord del Kosovo e in Serbia con lo Stato serbo, invitando le due parti a denunciare tutte le forme di violenza e gli atti di provocazione, a sospendere qualsiasi azione che possa aggravare ulteriormente le tensioni e ad adoperarsi attivamente per una risoluzione pacifica delle controversie attraverso il dialogo facilitato dall’Ue (19 ottobre).

Questa raccolta è una selezione editoriale basata sulla copertura europea dell’ANSA. La responsabilità editoriale di questa pubblicazione è dell’ANSA. Viene pubblicata il lunedì e il giovedì.