Bruxelles (ANSA) – I vertici dell’Unione europea rendono omaggio alle oltre 8 mila vittime del genocidio di Srebrenica compiuto 30 anni fa dalle truppe serbo-bosniache al comando del generale Ratko Mladic. “L’Unione Europea non dimenticherà mai ciò che accadde” a Srebrenica. “Riconosciamo il nostro passato e la nostra responsabilità per non essere riusciti a prevenire e fermare il genocidio. Non permetteremo mai che la storia venga riscritta”, ha dichiarato in una nota la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen.
“Rifiutiamo e condanniamo fermamente qualsiasi negazione, distorsione o minimizzazione del genocidio di Srebrenica, così come la glorificazione dei criminali di guerra” ha aggiunto von der Leyen, sottolineando la “grande responsabilità” in tal senso dei leader politici, “in particolare in Bosnia-Erzegovina e nei Balcani occidentali”. “Devono dare l’esempio – ha sottolineato – riconoscendo i fatti accertati e onorando sinceramente le vittime” e “devono impegnarsi attivamente per la riconciliazione, affrontando le radici dell’odio che hanno portato a queste atrocità”.
Presenti alla cerimonia di commemorazione a Srebrenica, il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa e la commissaria Ue all’Allargamento Marta Kos. “Non c’è spazio in Europa – né altrove – per la negazione del genocidio, il revisionismo o la glorificazione dei responsabili” ha detto Costa, che ha esortato a percorrere “insieme il cammino verso la riconciliazione”.
A 30 anni dalla tragedia di Srebrenica non sono pochi tuttavia coloro che continuano a negare il genocidio, con il procuratore capo del tribunale dell’Aja Serge Brammertz che ha denunciato un aumento del numero di negazionisti e di casi di glorificazione dei criminali di guerra.
Per il genocidio di Srebrenica e l’assedio di Sarajevo sono state emesse finora una cinquantina di condanne per oltre 700 anni di carcere a carico di ex militari, poliziotti e dirigenti dei servizi di sicurezza serbi. All’ergastolo sono stati condannati i due principali responsabili, Mladic (83 anni) e Radovan Karadzic (80 anni), rispettivamente capo militale e leader politico dei serbi di Bosnia (11 luglio).
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