Bruxelles (ANSA) – Il prossimo Consiglio Europeo ruoterà intorno alla crisi israelo-palestinese e tenterà di limitare i danni che l’Ue si è inflitta da sola nel corso degli ultimi dieci giorni. L’ostacolo ora sta nel linguaggio delle conclusioni: “pausa umanitaria” o “pause”, o magari “finestre”, i termini su cui ci si confronta. Al di là delle parole, però, la volontà di fornire, velocemente, aiuti umanitari a Gaza, e al contempo riportare a casa i cittadini europei, ostaggi e non, nella Striscia, non è in discussione: “Siamo certi – assicura un alto funzionario – che si troverà un’intesa”.

Tra i 27, assicurano fonti diplomatiche, esistono “sensibilità diverse” sul tema, dall’impatto “altamente emotivo”, e si va dall’Irlanda, che vorrebbe parlare apertamente di tregua, alla Germania, più cauta. D’altra parte le posizioni nel mondo si fanno sempre più caustiche, con il presidente turco Recep Tayyip Erdogan che definisce i miliziani di Hamas “liberatori” e il segretario generale dell’Onu Antonio Guterres sulla graticola per le sue dichiarazioni al palazzo di vetro. E guarda caso nell’ultima bozza di conclusioni del vertice Ue è sparita la riga che prevedeva il “sostegno all’appello del segretario generale dell’Onu per una pausa umanitaria”.

Tra i temi in agenda, anche uno dei dossier più cari a Giorgia Meloni, quello della migrazione. La novità dell’ultima ora è l’inserimento, nelle conclusioni finali, di un paragrafo in cui, dopo aver condannato l’attentato di Bruxelles, si chiede una maggiore cooperazione tra gli Stati sulla sicurezza e una accelerazione sui rimpatri. L’iniziativa è partita dalla Svezia, nazione d’origine delle due vittime di Bruxelles, ma è stata prontamente appoggiata dall’Italia.

E l’argomento tocca ormai le corde di gran parte dei 27 e della stessa Commissione. Nella lettera in cui Ursula von der Leyen ha aggiornato i leader sullo stato dell’arte del dossier la numero uno dell’esecutivo europeo ha sottolineato che quella dei rimpatri “è una sfida comune” e ha rilanciato l’idea dell’estensione, anche attraverso una maggiore sorveglianza aerea, della missione Irini. Parole che, nel governo italiano, sono state accolte con “soddisfazione” (25 ottobre).

Erdogan approva l’entrata della Svezia nella Nato

Istanbul (ANSA) – Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha firmato i protocolli per l’entrata della Svezia alla Nato e ha mandato i documenti al parlamento turco per l’approvazione finale. Lo rende noto la presidenza della Repubblica di Ankara. I protocolli ora devono passare per la commissione Affari Esteri del Parlamento, devono essere discussi dall’assemblea generale e poi votati in aula. Il processo potrebbe richiedere anche alcune settimane.

“Mi auguro che il voto di ratifica sia rapido e che la Svezia diventi presto un alleato della Nato a tutti gli effetti. Come ho detto al presidente Erdogan quando abbiamo parlato nel fine settimana, questo renderà l’intera Alleanza più forte e più sicura”, ha affermato il segretario generale dell’Alleanza atlantica, Jens Stoltenberg in una nota. “Non vediamo l’ora di diventare un membro della Nato”, ha detto il premier svedese Ulf Kristersson.

Erdogan ha bloccato l’ingresso della Svezia come anche della Finlandia fin da quando i Paesi scandinavi hanno presentato ufficialmente la domanda per l’adesione tra l’aprile e il maggio del 2022, a poche settimane dall’inizio del conflitto di Mosca contro Kiev. Se il via libera arriverà anche dall’Ungheria, unico altro Stato membro dell’Alleanza che non ha ancora ratificato l’adesione svedese, probabilmente Stoccolma potrà entrare prima della riunione dei ministri degli Esteri della Nato, in programma il 28 e il 29 novembre a Bruxelles (23 ottobre).

Zelensky all’Ue, ‘l’Ucraina ha attuato le misure per avviare i negoziati di adesione’

Ukrainian President Volodymyr Zelensky speaks during an events in Odesa on the occasion of the Day of the Armed Forces of the Armed Forces of Ukraine
Zelensky all’Ue, ‘l’Ucraina ha attuato le misure per avviare i negoziati di adesione’. Foto: Ukrainian Presidency/dpa

Bruxelles (ANSA) – “L’Ucraina ha attuato le 7 raccomandazioni della Commissione il più rapidamente possibile per aprire i colloqui di adesione quest’anno. Abbiamo fatto molto. Più di quanto ci si possa aspettare da un Paese in guerra. Ma l’Ucraina non sta cercando sconti politici”. Lo ha detto il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, intervenendo eccezionalmente in video al collegio dei commissari. L’intervento è stato in gran parte concentrato sul dossier allargamento.

Le vecchie zone geopolitiche grigie saranno sostituite da una nuova potenza, l’Unione europea

Volodymyr Zelensky, presidente dell’Ucraina

“La priorità assoluta per l’Ucraina: è essere pronti per i negoziati di adesione dell’Ucraina all’Ue quest’anno. E spero che lo stesso possa dirsi per l’Unione europea”, ha spiegato. “Tutte le nazioni libere in Europa ora vedono chiaramente una prospettiva per se stesse – tutti gli Stati dei Balcani e del centro e dell’est dell’Europa, come l’Ucraina e la Moldavia. Così come la Georgia e la Bielorussia. Le vecchie zone geopolitiche grigie saranno sostituite da una nuova potenza, l’Ue”, ha sottolineato Zelensky che si è poi concentrato sulle riforme messe in campo da Kiev in vista della possibile apertura dei negoziati per l’adesione (24 ottobre).

Norme sugli imballaggi Ue, l’Italia perde il primo round

Bruxelles (ANSA) – Dal divieto della plastica per le confezioni di frutta o verdura più piccole di un chilo – ad esempio l’insalata – allo stop alle stoviglie monouso all’interno dei circuiti di ristorazione e dei fast-food, fino all’obbligo di avere almeno la metà degli imballaggi riutilizzabili entro il 2030. Se il regolamento per la riduzione dei rifiuti da imballaggio al vaglio delle istituzioni Ue entrasse in vigore domani, queste sarebbero alcuni degli effetti diretti sui consumatori e sulle imprese.

Il testo della nuova norma adottato oggi dalla commissione Ambiente del Parlamento europeo non è quello definitivo poiché deve passare ancora dal voto della plenaria e dal negoziato con il Consiglio Ue. Ma segna comunque un punto a favore dei sostenitori del riuso rispetto a chi, come l’Italia, è invece a favore del riciclo. Una settore che vede il nostro Paese ai primi posti in Europa.

Quando 11 mesi fa ha presentato il regolamento, l’intenzione della Commissione Ue era mettere insieme le due dimensioni. Ma il provvedimento ha una portata così vasta e capillare da aver creato molti fronti economici e politici contrapposti. Il risultato è stato un passaggio parlamentare che ha diluito le ambizioni dell’esecutivo comunitario. Il fronte più caldo è proprio quello che vede contrapposti i sostenitori del riciclo e quelli del riuso.

Per le bottiglie di vino l’obbligo di riutilizzo era già stato escluso nel testo preparato dalla relatrice Frederique Ries (Renew, Belgio). Ma oggi i due emendamenti che avrebbero cancellato altri divieti e consentito ai Paesi virtuosi nel recupero – come l’Italia – di poter fare a meno di creare sistemi di deposito e vuoto a rendere hanno spaccato il Ppe, il gruppo più numeroso dell’emiciclo, e sono stati bocciati per pochi voti. (24 ottobre).

L’Ue lancia piano per eolico, permessi più veloci e aiuti

L’Ue lancia piano per eolico, permessi più veloci e aiuti – Agostime / Europa Press (Foto de ARCHIVO) 31/5/2023

Bruxelles (ANSA) – Autorizzazioni più veloci e digitalizzate, criteri oggettivi per le aste, un accesso più semplice ai finanziamenti Ue e piena flessibilità sugli aiuti aiuti di Stato. Sono le misure principali contenute nel nuovo piano sull’eolico presentato oggi dalla Commissione europea per centrare il target del 42,5% di energia rinnovabile entro il 2030.

L’obiettivo sulle rinnovabili, sottolinea Bruxelles, “richiederà un massiccio aumento della capacità eolica installata”, con una crescita prevista da 204 gigawatt nel 2022 a oltre 500 GW nel 2030, a un ritmo di circa 37 GW all’anno. Il piano d’azione era stato annunciato dalla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, durante il suo discorso sullo Stato dell’Unione a settembre, nell’intento di fare fronte agli ostacoli che frenano l’espansione del settore.

Sebbene l’eolico “rappresenti un successo storico per l’Ue – sottolinea Bruxelles -, il suo futuro percorso di crescita si trova ad affrontare una serie di sfide, tra cui una domanda insufficiente e incerta, autorizzazioni lente e complesse, la mancanza di accesso alle materie prime, l’inflazione elevata e i costi delle materie prime, una progettazione poco favorevole delle gare d’appalto nazionali, la pressione da parte dei concorrenti internazionali” come la Cina, “e rischi sulla disponibilità di forza lavoro qualificata” (24 ottobre).

Questa raccolta è una selezione editoriale basata sulla copertura europea dell’ANSA. La responsabilità editoriale di questa pubblicazione è dell’ANSA. Viene pubblicata il lunedì e il giovedì.