Bruxelles (ANSA) – La giustizia belga ha convalidato l’arresto e confermato le accuse per quattro persone fermate nell’ambito dell’inchiesta sulle sospette tangenti dal Qatar all’Eurocamera. I 4 fermi convalidati dalla giustizia belga sono quelli della vice presidente del Parlamento europeo Eva Kaili, dell’ex eurodeputato del Pd e di Articolo 1 Antonio Panzeri, dell’assistente parlamentare Francesco Giorgi (compagno di Eva Kaili) e di Niccolò Figà-Talamanca della ong No peace Without Justice. L’accusa è quella di partecipazione a organizzazioni criminali, riciclaggio e corruzione. Rilasciati sotto condizioni Luca Visentini e il padre di Kaili.

Nell’ambito dell’inchiesta è stata perquisita l’abitazione a Bruxelles dell’eurodeputato socialista Marc Tarabella. Il materiale informatico dell’eurodeputato belga è stato sequestrato dagli investigatori ma Tarabella non è in stato di fermo. “Il Parlamento europeo e la presidente Metsola stanno collaborando attivamente e pienamente con le autorità di giudiziarie per favorire il corso della giustizia”, ha sottolineato Juri Laas, portavoce della presidente dell’Eurocamera, Roberta Metsola. “Lo Stato del Qatar respinge categoricamente qualsiasi tentativo di associarlo ad accuse di cattiva condotta“: è la dichiarazione di un esponente del Paese del Golfo inviata per e-mail a Politico.eu.

Le indagini sono affidate a Michel Claise, specialista dei reati finanziari della Procura di Bruxelles. Ed è un’inchiesta che ha un suo ramo anche in Italia, dove sono in stato di fermo la moglie e la figlia di Panzeri, sospettato di essere intervenuto per influenzare le decisioni dell’Eurocamera non solo a favore del Qatar ma anche del Marocco. Un ruolo potrebbe averlo avuto la ong Fight Impunity, fondata da Panzeri e con un board d’eccezione – dall’ex commissario Dimitris Avramopoulos a Federica Mogherini – che si è dimesso in massa dopo la notizia dell’inchiesta (11 dicembre).

La Croazia entrerà in Schengen dal 1° gennaio 2023 

L’area Schengen cresce per la prima volta in 10 anni. I ministri dell’Interno riuniti a Bruxelles hanno infatti approvato l’ingresso della Croazia a partire dal 1° gennaio del 2023. Niente da fare invece per Bulgaria e Romania, su cui ha pesato il veto di Austria e Paesi Bassi. “Congratulazioni alla Croazia. A Bulgaria e Romania invece dico: meritate di entrare, avete un forte sostegno da quasi tutti gli Stati membri e dalla Commissione – ha detto la Commissaria europea agli Affari Interni, Ylva Johansson -. Esprimo disappunto e tristezza, perché quando non siamo uniti siamo più deboli. Ma sono convinta che raggiungeremo l’ingresso di Bulgaria e Romania in questa legislatura e sarà la mia priorità far sì che accada”.

L’accesso di Bulgaria e Romania all’area di libera circolazione potrebbe però essere solo rimandata al vertice dei capi di Stato e di governo dell’Ue, in programma giovedì prossimo. “Sono lieto che gli sforzi della Croazia siano stati riconosciuti. Congratulazioni ad Andrej Plenkovic e Davor Bozinovic (rispettivamente premier e vicepremier croati con delega agli Interni) per l’ingresso della Croazia in Schengen. Oggi è una giornata di delusione per Romania e Bulgaria ma i nostri sforzi non si fermeranno qui. I leader si incontreranno la prossima settimana. Bisogna trovare una via d’uscita”, ha scritto in un tweet il vice presidente della commissione europea, Margaritis Schinas (8 dicembre).

L’Ue contro l’evasione Iva, l’Italia perde oltre 26 miliardi

Bruxelles (ANSA) – Un buco nero da oltre 26,2 miliardi nel quale finisce l’Iva non riscossa. Ancora così profondo da rendere l’Italia per l’undicesimo anno di fila il Paese in Europa dove l’evasione dell’imposta sul valore aggiunto crea il danno più pesante per le casse pubbliche. E la piaga è ancor più grave se vista dalla prospettiva dell’intero Continente, oggi impegnato a far fronte al caro energia, che nel 2020 della pandemia ha visto sparire 93 miliardi di euro.

Un quadro desolante davanti al quale Bruxelles rilancia l’offensiva per un sistema di raccolta più equo e capace, anche grazie alla fatturazione elettronica per le imprese, di recuperare fino a 18 miliardi di gettito Iva in più all’anno. Un’ “azione forte contro l’evasione” che, è l’ammonimento del commissario per l’Economia, Paolo Gentiloni, “i cittadini europei chiedono” e che l’Ue considera una “grande priorità” anche nella sua valutazione sulla legge di bilancio italiana.

I dati annuali diffusi da palazzo Berlaymont non lasciano spazio alle interpretazioni: l’Italia resta prima tra i Ventisette per l’evasione in termini assoluti, seguita dalla Francia, dove le perdite valgono 14 miliardi di euro, e dalla Germania, che registra una mancata riscossione di 11,1 miliardi. Mentre è terza per il divario tra gettito previsto e riscosso con il 20,8%, dietro solamente a Malta (24,1%) e Romania (35,7%).

Bruxelles va al contrattacco con un pacchetto in tre atti: fatturazione elettronica per le operazioni transfrontaliere delle imprese, maggiore responsabilità per le piattaforme online di trasporto passeggeri e affitto a breve termine per garantire più parità con i servizi tradizionali, e un portale di registrazione unica utile soprattutto alle Pmi (8 dicembre).

Tensioni in Kosovo, Ue e Nato condannano attacchi a Eulex

Bruxelles (ANSA) – Unione europea e Nato condannano con forza l’attacco con granate stordenti contro una pattuglia di ricognizione della missione europea in Kosovo sullo stato di diritto (Eulex) avvenuto nella notte e chiedono la rimozione delle barricate erette dai kosovari di etnia serba nel nord del Paese. 

“L’Ue – scrive l’alto rappresentante Ue per la politica estera, Josep Borrell in un tweet – non tollererà attacchi a Eulex Kosovo o l’uso di atti violenti e criminali nel nord. Le barricate devono essere rimosse immediatamente da gruppi di serbi del Kosovo. La calma deve essere ripristinata. Eulex continuerà a coordinarsi con le autorità del Kosovo e con la Kfor (missione Nato in Kosovo). Tutti gli attori devono evitare l’escalation”.

“Ci uniamo agli Alleati Nato e all’Ue nel condannare fermamente l’attacco con granate stordenti contro una pattuglia di ricognizione di Eulex Kosovo la scorsa notte. Tali attacchi sono inaccettabili e i responsabili devono essere chiamati a risponderne”, scrive su Twitter la portavoce della Nato, Oana Lungescu. “La nostra missione Kfor rimane estremamente vigile e pienamente in grado di svolgere il suo mandato Onu in Kosovo – prosegue -. Chiediamo a tutte le parti di evitare azioni e retorica provocatorie e di contribuire alla calma e alla stabilità” (11 dicembre).