Bruxelles (ANSA) – L’Ue è impegnata in una doppia missione diplomatica portata avanti dalla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, volata in Egitto e attesa in Giordania, e dall’alto rappresentante Josep Borrell, in tour in tutto il Medio Oriente. L’obiettivo è costruire convergenze per arrivare a una soluzione politica del conflitto israelo-palestinese. “Noi nel mondo arabo crediamo fortemente nella necessità di una tregua immediata per alleviare la sofferenza della popolazione di Gaza” ha detto il ministro degli Affari Esteri saudita, Principe Faisal bin Farhan Al Saud.

“Non c’è abbastanza attenzione sulla necessità di un cessate il fuoco. Se vogliamo chiamarlo pause va bene, ma le armi devono tacere, non vogliamo vedere civili morire ogni giorno”, ha sottolineato Faisal, evidenziando come su questo punto ci sia l’esigenza di “discutere più approfonditamente”. Dal canto suo, Borrell ha invitato il Principe a partecipare a dicembre al Consiglio Affari Esteri dell’Ue, a Bruxelles, proprio per esplorare meglio le rispettive “posizioni”. Parlando del dopoguerra, Borrell e von der Leyen hanno enunciato alcuni capisaldi su cui incardinare la pace: no all’espulsione dei palestinesi da Gaza, no all’occupazione d’Israele della Striscia, sì al ritorno dell’Anp, sì a un periodo di transizione gestito da una missione internazionale guidata dall’Onu.

Von der Leyen ne ha parlato col leader egiziano Abdel Fattah Al-Sisi e ne parlerà con il re di Giordania. La presidente della Commissione ha poi visitato Rafah, dove transitano gli aiuti europei. “Gli sforzi dell’Egitto sono impressionanti, siamo tutti d’accordo che serve di più alla popolazione palestinese di Gaza”, ha notato. “Se da una parte – ha aggiunto – dobbiamo affrontare le urgenze di oggi, dobbiamo anche pensare a come gli israeliani e i palestinesi possano avere una prospettiva, una soluzione politica, che deve essere quella dei due Stati: l’Ue è pronta a sostenere questo processo quando sarà il momento, in collaborazione con amici e partner” (18 novembre).

Battaglia al Parlamento europeo sugli imballaggi, arrivati 500 emendamenti

Bruxelles (ANSA) – È pioggia di emendamenti sul regolamento per ridurre i rifiuti da imballaggi, che vedrà la plenaria del Parlamento europeo esprimere la sua posizione definitiva la settimana prossima a Strasburgo. “Sono oltre le 500 richieste di modifica” del testo approvato dalla commissione ambiente dell’Eurocamera il 24 ottobre scorso, ha detto parlando ai giornalisti il presidente della stessa commissione, Pascal Canfin (Renew, Francia).

Oltre alle modifiche chieste dagli italiani, che cercano di ottenere l’esenzione dai target di riuso per i Paesi particolarmente virtuosi sul riciclo e l’abolizione dei divieti per diversi tipi di confezioni monouso, nei giorni scorsi è spuntata anche l’eccezione francese. Gli eurodeputati transalpini di Renew, tra cui lo stesso Canfin e l’ex presidente dei giovani agricoltori europei Jeremy Decerle, hanno presentato emendamenti per far sì che le scatole di legno per gli alimenti, ampiamente utilizzate in Francia per prodotti che vanno dal Camembert alle ostriche, siano esentate dagli obiettivi di riciclo. Anche i target di contenuto riciclato nella plastica sono motivo di divisione poiché ritenuti troppo alti per molti eurodeputati.

Secondo gli ultimi dati Eurostat, il tasso di circolarità dei materiali Ue, cioè la quota di risorse provenienti da materiali di scarto che vengono riutilizzate in nuovi prodotti, ristagna all’11,5%, un livello di appena otto decimi di punto superiore a quello del 2010. Intanto l’esame del testo del regolamento accelera in Consiglio dell’Ue. La presidenza spagnola è determinata a raggiungere una posizione comune tra gli Stati nella riunione dei ministri dell’Ambiente del 18 dicembre. Gli esperti nazionali hanno iniziato oggi la discussione su un nuovo testo di compromesso e le singole delegazioni hanno pochi giorni per inviare i loro commenti scritti (17 novembre).

Pressing dell’Ue sull’Italia sulle concessioni balneari

Pressing dell’Ue sull’Italia sulle concessioni balneari – Foto: Elena Fernández/EUROPA PRESS/dpa

Bruxelles (ANSA) – La Commissione europea ha recapitato al governo italiano la lettera con il parere motivato sulle concessioni balneari che formalizza l’ultima fase della procedura di infrazione per violazione della direttiva Bolkenstein. Roma ha adesso due mesi per conformarsi al parere della Commissione ed evitare così una maxi-multa. La lettera, ha sottolineato Palazzo Berlaymont, “non pregiudica in alcun modo la trattativa” con l’Italia, ma d’ora in poi il negoziato avrà tempi contingentati.

Nella lettera, Bruxelles ripercorre il braccio di ferro giuridico con l’Italia, inclusa l’apertura della procedura di infrazione nel dicembre del 2020 e contesta i risultati del tavolo tecnico istituito dal governo per la mappatura delle spiagge. Per l’Ue il calcolo della quota del 33% riferito alle spiagge occupate da concessioni demaniali non “riflette una valutazione qualitativa delle aree in cui è effettivamente possibile fornire servizi di concessione balneare”.

Nella restante percentuale che per il governo può essere messa a gara, il tavolo tecnico ha incluso tratti di costa inutilizzabili o per cause naturali o perché sedi di porti e strutture industriali, o perché protetti. “Siamo pronti a dare risposte immediate”, ha replicato il vice premier Matteo Salvini, ma sulla mappatura il leader leghista ha tenuto il punto: “solo il 33% è occupato, quindi non si può parlare di una risorsa scarsa”. “Il governo – ha aggiunto dal canto suo il capodelegazione Fdi al Parlamento europeo Carlo Fidanza – saprà rispondere nei tempi e porrà fine all’incertezza” (16 novembre).

Ancora nessun parere sul glifosato, l’Ue verso l’autorizzazione

Bruxelles (ANSA) – Gli Stati membri dell’Ue non sono riusciti a raggiungere la maggioranza necessaria per approvare o respingere il rinnovo dell’autorizzazione per 10 anni dell’erbicida glifosato e la Commissione europea procederà, entro il prossimo 15 dicembre, alla riautorizzazione d’ufficio. “La Commissione è ora tenuta ad adottare una decisione prima del 15 dicembre 2023, quando scadrà l’attuale periodo di approvazione”, si legge in una nota dell’esecutivo comunitario.

Nel comitato d’appello hanno votato a favore dell’autorizzazione 17 Stati, tre i contrari e sette gli astenuti, tra cui l’Italia. “Questo è un giorno triste per l’Europa, poiché si è persa l’occasione di vietare un erbicida che comporta rischi per la salute ed effetti tossici sull’ambiente che non possono più essere ignorati” ha dichiarato Federica Ferrario, responsabile campagna Agricoltura di Greenpeace Italia. “Il governo italiano ha ora il dovere di fare il possibile a livello nazionale per proteggere la salute dei cittadini e l’ambiente dal quale tutti noi dipendiamo”, ha aggiunto. (16 novembre).

Il divieto di produrre e vendere carne coltivata in Italia è legge

Roma (ANSA) – Via libera definitivo dell’Aula della Camera al divieto di produrre e vendere in Italia di carne coltivata. L’Italia è il primo Paese in Europa a introdurre questo divieto. L’Assemblea di Montecitorio ha approvato con 159 sì, 53 no e 34 astenuti il disegno di legge presentato dal ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida che proibisce la produzione e di immissione sul mercato di alimenti e mangimi costituiti, isolati o prodotti a partire da colture cellulari o di tessuti derivanti da animali vertebrati nonché di divieto della denominazione di carne per prodotti trasformati contenenti proteine vegetali.

“Ovviamente notificheremo questa norma in Europa, come è prassi: riteniamo che non ci sia nulla da temere. Ma siamo il Parlamento italiano e normiamo per quanto riguarda il nostro popolo, l’unico soggetto che riconosco cui dare risposte”, ha spiegato il ministro. “In Europa – ha aggiunto – vorremmo convincere le altre nazioni a fare le stesse scelte dell’Italia, non ci vogliamo proprio arrivare alla certificazione di queste procedure per trasformare il cibo coltivato in qualcosa di utilizzare” (16 novembre).

Questa raccolta è una selezione editoriale basata sulla copertura europea dell’ANSA. La responsabilità editoriale di questa pubblicazione è dell’ANSA. Viene pubblicata il lunedì e il giovedì.