La morte di Alexey Navalny in carcere, agli occhi dei leader occidentali, ha un preciso responsabile, Vladimir Putin. La presidente della Commissione Ursula von der Leyen e l’Alto Rappresentante Ue Josep Borrell hanno denunciato come Navalny sia “stato lentamente assassinato dal presidente Putin e dal suo regime, che non temono altro che il dissenso del proprio popolo”.

“Non risparmieremo alcuno sforzo per chiedere conto alla leadership politica e alle autorità russe. Chiediamo alle autorità russe di stabilire tutti i fatti riguardanti la morte di Navalny” hanno aggiunto, chiedendo a Mosca il rilascio immediato di tutti gli altri prigionieri politici. Duri i commenti anche dalle capitali. La Russia “da tempo non è una democrazia” e il blogger “probabilmente ha pagato il suo coraggio con la vita”, è il giudizio del cancelliere tedesco Olaf Scholz, che ha ricordato anche “l’attentato subito a Berlino”.

“Nella Russia di oggi si mettono gli spiriti liberi nel gulag e li si condanna a morte. Rabbia e indignazione”, il messaggio del presidente francese Emmanuel Macron. Da Roma, Sergio Mattarella ha affermato che la sua “lunga detenzione in condizioni durissime” è stata “un prezzo iniquo e inaccettabile che riporta alla memoria i tempi più bui della storia”. Mentre Giorgia Meloni ha chiesto che “su questo inquietante evento venga fatta piena chiarezza”.

A 47 anni Navalny, il più noto oppositore di Putin, è morto improvvisamente nella colonia penale della regione artica dove era detenuto. La notizia è caduta come una bomba su una Russia che il mese prossimo è chiamata alle urne per le elezioni presidenziali in cui Putin si presenta per un quinto mandato (16 febbraio).

L’Ue taglia le stime di crescita di Eurozona e Italia

Bruxelles (ANSA) – La stagnazione economica di fine ’23 si è tradotta in un debole slancio a inizio ’24 e la Commissione europea ha rivisto al ribasso le stime sulla crescita nell’Eurozona e nell’Ue limandole di misura anche per l’Italia. L’attesa è però di una graduale accelerazione nel corso dell’anno, con una crescita poi più stabile nel ’25. E’ comunque possibile ed è “nostra responsabilità” realizzare “una crescita sostenuta e sostenibile”, ha sottolineato il commissario europeo per l’Economia Paolo Gentiloni.

“L’incertezza – ha avvertito – rimane eccezionalmente elevata” per le “prolungate tensioni geopolitiche” e il “rischio di un ulteriore ampliamento della crisi in Medio Oriente”. L’Italia ha dati “nella media europea e quindi può aver fiducia” in una ripresa dell’attività, ma “è molto importante l’insieme di riforme e di investimenti del Pnrr”.

Nella zona euro l’attesa è dunque di un’economia in espansione dello 0,8% nel ’24 (dall’1,2% atteso in precedenza), dopo il +0,5% dello scorso anno e in crescita dell’1,2% nel ’25 (da +1,6%). Nell’Ue il Pil è atteso a +0,9% nel ’24 (da +1,3%) e a +1,7% nel ’25 (stima invariata). Per l’Italia la limatura è dal +0,8% indicato a novembre allo 0,7% per quest’anno, con un Pil che salirà poi dell’1,2% nel ’25 (15 febbraio).

L’Ue prepara il piano per la difesa, idea eurobond

Bruxelles (ANSA) – “Investire di più, investire meglio, investire europeo”. Lo slogan coniato da Ursula von der Leyen alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco riassume le direttrici del piano per l’industria della difesa europea in arrivo all’inizio di marzo. Negli ambienti Ue si sta facendo largo l’idea di nuovi eurobond da destinare al settore davanti a una “situazione mondiale” sempre più “difficile”. Il primo passo era già stato compiuto con il programma Asap per portare l’Ue a produrre un milione di munizioni all’anno.

Ora però, è il monito di von der Leyen, i Ventisette devono avanzare con “più investimenti” da compiere “in modo coerente, costante e sostenibile” basandosi sull’esperienza degli acquisti congiunti di gas e di vaccini anti-Covid. Un appello che rientrerà nella strategia sulla quale sono al lavoro i commissari Thierry Breton e Margrethe Vestager, tesa a dare le prime linee guida ai governi nazionali su come espandere la cooperazione transfrontaliera.

Accanto c’è anche l’ipotesi di un nuovo fondo comune sul tavolo dell’esecutivo Ue già da dicembre. Il dossier potrebbe finire sull’agenda dei leader europei già al vertice del 21 e 22 marzo, oltre a restare in auge per tutta la campagna elettorale (16 febbraio).

Von der Leyen lancia un commissario europeo alla Difesa

Ursula von der Leyen lancia un commissario europeo alla Difesa – Foto: Dati Bendo/European Commission/dpa

Monaco di Baviera (ANSA) – La creazione di un inedito commissario europeo per la Difesa: la Conferenza di Monaco, fra gli innumerevoli spunti generati da questa ‘Davos della sicurezza’, ha lanciato anche questo possibile sviluppo che per ora è legato ad una conferma di Ursula von der Leyen alla guida della Commissione europea. Ad anticipare la creazione del nuovo portafoglio europeo è stata la stessa von de Leyen a cui le è stato chiesto se nell’esecutivo Ue ci sarà mai un simile incarico: “Sì, se sarò il prossimo presidente della Commissione istituirò un commissario per la Difesa”, ha detto.

“Da dove proverrà – ha aggiunto – rimane una questione aperta ma naturalmente penso sia molto importante per i Paesi dell’Europa centrale ed orientale avere buoni portafogli e questo è un buon portafoglio”. Il preannuncio ha lasciato alquanto freddo il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, che ha sintetizzato di accogliere “con favore maggiori sforzi che siano complementari alla Nato ma, naturalmente”, questa “resta la pietra angolare per la sicurezza europea”.

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha invece detto che si tratta di “una proposta che mi vede assolutamente favorevole: senza una difesa comune europea non possiamo essere protagonisti in maniera paritaria nella Nato e non possiamo avere un’azione efficace di politica estera” (17 febbraio).

Indagine dell’Ue sul produttore di treni cinese, è la prima sui sussidi esteri

Bruxelles (ANSA) – La Commissione europea ha avviato la prima indagine approfondita sul ruolo potenzialmente distorsivo del mercato di sovvenzioni estere: riguarda il produttore cinese di treni Crrc Qingdao Sifang, di proprietà statale cinese. L’indagine fa seguito a una procedura di appalto pubblico in Bulgaria, relativa alla fornitura di diversi treni elettrici e relativi servizi di manutenzione e formazione del personale.

Secondo l’esecutivo comunitario è giustificato aprire un’indagine approfondita perché da un esame preliminare ci sono indizi sufficienti che sia stata concessa una sovvenzione estera che distorce il mercato interno. Nell’esame preliminare la Commissione ha dovuto valutare se il contributo finanziario estero costituisca una sovvenzione che conferisce direttamente o indirettamente un vantaggio selettivo all’impresa e se ciò consenta alla società di presentare un’offerta indebitamente vantaggiosa.

Nel corso dell’indagine approfondita, la Commissione valuterà ulteriormente le presunte sovvenzioni estere e otterrà tutte le informazioni necessarie per stabilire se abbiano consentito alla Crrc Qingdao Sifang Locomotive di presentare un’offerta indebitamente vantaggiosa in risposta a una gara (16 febbraio).

Questa raccolta è una selezione editoriale basata sulla copertura europea dell’ANSA. La responsabilità editoriale di questa pubblicazione è dell’ANSA. Viene pubblicata il lunedì e il giovedì.