Bruxelles (ANSA) – Gli ambasciatori Nato riunitisi all’indomani dell’esplosione avvenuta nel villaggio di Przewodów in Polonia, sono stati informati del fatto che il missile caduto proveniva dall’Ucraina. “Le indagini sull’accaduto sono in corso, occorre aspettare l’esito, ma non abbiamo indicazioni che le esplosioni siano frutto di un attacco deliberato e sul fatto che la Russia stia preparando un attacco alla Nato”, ha detto il Segretario generale della Nato Jens Stoltenberg dopo la riunione.

Sulla base di queste informazioni la Polonia si è astenuta dal richiedere l’applicazione della procedura all’articolo 4 del Trattato Nord Atlantico, che apre le consultazioni in sede di Consiglio – il principale organo decisionale della Nato – in caso di minaccia all’integrità territoriale e alla sicurezza di uno dei Paesi membri dell’Alleanza. Stoltenberg ha voluto affermare “in maniera chiara” che Kiev non ha colpe per l’incidente, che “è il risultato del massiccio lancio di missili russi sull’Ucraina”. L’alto funzionario ha anche annunciato che verrà rafforzata ulteriormente la “presenza aerea marittima e terrestre sul fianco orientale dell’Alleanza”.

La risposta “prudente e responsabile” della Nato a quanto avvenuto ieri in Polonia ha consentito di “evitare una escalation non necessaria” del confronto in atto tra la Russia, l’Ucraina e la stessa Nato, ha aggiunto. Durante la conferenza stampa Stoltenberg ha escluso l’ipotesi di una no-fly zone istituita dall’Alleanza. “La Nato – ha detto – non è parte del conflitto in Ucraina, provvede al sostegno dell’Ucraina per la sua difesa e forniremo più aiuti per la difesa aerea”.

È la prima volta che un Paese dell’Alleanza viene colpito direttamente dall’inizio del conflitto tra Russia e Ucraina (16 novembre).

Scontro Italia-Francia, Mattarella riapre con Macron

Roma (ANSA) – Una telefonata forse sofferta, certamente meditata con attenzione e condivisa con il governo al quale ora spettano le prossime mosse. Sergio Mattarella ha deciso di scendere in campo personalmente. Una cordiale telefonata con il presidente francese, Emmanuel Macron, ha riaperto i canali diplomatici tra Roma e Parigi. Un’apertura che Mattarella ha prontamente riferito al presidente del Consiglio, cui spetta ora dare segnali e risposte che devono necessariamente andare oltre i rapporti bilaterali. La partita è infatti più ampia, come dimostra la richiesta dell’Italia a Bruxelles di convocare un vertice sui migranti a livello di ministri degli esteri e degli Interni.

Nel corso del colloquio telefonico Mattarella e Macron “hanno affermato la grande importanza della relazione tra i due Paesi e hanno condiviso la necessità che vengano poste in atto condizioni di piena collaborazione in ogni settore sia in ambito bilaterale sia dell’Unione Europea”, si legge nel comunicato congiunto. Fin qui l’ufficialità che certifica la riapertura di un rapporto di fiducia ai massimi livelli istituzionali. Quindi segue una precisazione informale che invece spiega bene cosa manchi per andare avanti nel percorso e quale sia l’attenzione del Colle: la nota dei due capi di Stato – viene spiegato dal Quirinale – non entra volutamente nei dettagli della conversazione e non entra nel merito dei dossier bilaterali aperti e, soprattutto, non indica interventi.

Si tratta quindi di una ricucitura fondamentale ma la tela resta fragile: ci si limita a un auspicio generico a riprendere la collaborazione, senza entrare nei particolari delle questioni sul tappeto. Come, ad esempio, si comporterà il governo quando la prossima nave di una Ong chiederà l’attracco in un porto italiano. “Valuteremo caso per caso”, si limita ad osservare il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, a Bruxelles per partecipare al Consiglio affari esteri dove si è tenuto, su richiesta italiana, un primo “scambio di vedute” sul tema (14 novembre).

Corte d’Olanda, ergastolo ai tre condannati per l’abbattimento del volo Mh17

Bruxelles (ANSA) – La corte olandese ha condannato in contumacia all’ergastolo i tre sospetti – due cittadini russi e un ucraino – ritenuti colpevoli dell’abbattimento del volo Mh17 il 17 luglio 2014 in Ucraina. I giudici della corte hanno ritenuto “che solo la massima pena è una sentenza appropriata alle conseguenze di tali atti per cui condanna all’ergastolo i tre imputati”.

Il tribunale olandese di massima sicurezza, allestito vicino all’aeroporto Schiphol di Amsterdam, ha stabilito che il volo malese Mh17 è stato abbattuto da un missile di tipo Buk sparato da Pervomaisk, una località nel distretto di Lugansk, al momento dell’abbattimento sotto controllo dei militanti separatisti filorussi.

“Il verdetto della corte sul processo MH17 era atteso da tempo. È un fatto positivo che questo punto sia stato finalmente raggiunto. Questo è un altro passo nella ricerca della verità e della giustizia per le vittime e i loro cari” ha commentato via Twitter il premier olandese Mark Rutte dopo la sentenza. “Ma è anche un altro giorno difficile e angosciante per molti familiari e amici delle 298 persone che hanno perso la vita in quel terribile giorno, il 17 luglio 2014. E per quanto importante sia questo verdetto, non è la conclusione finale. Non è la fine. Tutte le parti hanno ancora il diritto di presentare ricorso” (17 novembre).

La Commissione europea propone un price cap al gas solo in circostanze eccezionali

La Commissione europea propone un price cap al gas solo in casi eccezionali – RADU TUTA / AGERPRES FOTO

Bruxelles (ANSA) – La Commissione europea ha presentato agli ambasciatori europei uno ‘schema di meccanismo di correzione del mercato del gas’ che prevede l’introduzione di un tetto al prezzo del gas solo in caso di aumenti eccezionali e quando il picco del prezzo sul mercato europeo (Ttf) non corrisponda ad un analogo aumento sul mercato mondiale di riferimento, cioè quello del gas liquefatto. Il prezzo di riferimento per far scattare il meccanismo non è indicato nel documento e sarà oggetto di discussione tra i Paesi.

Il meccanismo, si legge nel testo visionato dall’ANSA, deve servire per evitare “gravi rischi per la sicurezza dell’approvvigionamento” e “agire come uno strumento efficace contro episodi di prezzi del gas straordinariamente elevati”. Inoltre, “deve essere attivato solo se i prezzi raggiungono livelli eccezionali (rispetto ai mercati globali)”. Il documento indica “l’eccezionale aumento dei prezzi evidenziato nel mese di agosto 2022” come esempio delle circostanze per definire i livelli di prezzo ai quali potrebbe essere attivato un meccanismo di correzione del mercato. Gli Stati non solo sono divisi sull’opportunità del meccanismo, ma quelli favorevoli hanno anche idee diverse sul tipo di tetto da usare.

I rappresentanti permanenti discuteranno della proposta, che non è legislativa, oggi e molto probabilmente anche venerdì. Nei giorni scorsi, parlando alla commissione industria dell’Europarlamento, il vicedirettore generale energia della Commissione aveva sottolineato che, prima di presentare una vera e propria proposta legislativa, l’esecutivo Ue vorrebbe “vedere un accordo” tra gli Stati. A seconda di come evolverà il dibattito, una proposta legislativa di Bruxelles potrebbe arrivare non prima di mercoledì 23, alla vigilia del Consiglio straordinario Energia Ue (16 ottobre).

L’Ue lancia Eumam, missione addestramento per truppe ucraine

L’Ue lancia Eumam, missione addestramento per truppe ucraine

Bruxelles (ANSA) – “Il Consiglio Ue ha lanciato la Missione di assistenza militare dell’Ue Eumam per sostenere l’Ucraina nella guerra di aggressione in corso contro la Russia e fornire addestramento a un massimo di 15.000 membri delle forze armate ucraine. La decisione entra in vigore dopo la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale”. Lo comunica in un tweet la presidenza ceca mentre è ancora in corso a Bruxelles il Consiglio Affari Esteri. Il Consiglio inoltre ha adottato una misura di assistenza nell’ambito del Fondo europeo per la pace del valore di 16 milioni di euro per sostenere lo sviluppo delle capacità delle forze armate di Kiev.

Eumam e la corrispettiva misura di assistenza sono state concepite sulla base dei requisiti operativi dell’Ucraina e finanzieranno la fornitura da parte degli Stati membri dell’Ue di: munizioni, attrezzature militari e piattaforme progettate per fornire forza letale trasporto, custodia, manutenzione e riparazione delle attrezzature finanziate attraverso la misura di assistenza. La misura di assistenza avrà una durata di 24 mesi e si aggiunge ai successivi contributi dell’Ue per l’Ucraina nell’ambito dell’European Peace Facility, che ora ammontano a più di 3,1 miliardi di euro. Il comandante della missione sarà il direttore della Capacità di pianificazione e condotta militare, il viceammiraglio Hervé Bléjean (15 novembre).