Bruxelles (ANSA) – Sono sei le Big Tech designate dalla Commissione europea come gatekeeper, o guardiani, e chiamate ad adeguarsi ai nuovi vincoli del Dma, il nuovo regolamento sui mercati digitali per limitare lo strapotere dei colossi digitali. Si tratta di Alphabet (Google), Amazon, Apple, ByteDance (TikTok), Meta (Facebook e Instagram), Microsoft. Manca dunque Samsung che a luglio era tra le 7 ad aver dichiarato soglie rilevanti.

Sotto i riflettori finiscono i relativi 22 ‘servizi centrali’: si parla di social network come TikTok, Facebook, Instagram e Linkedin, di grandi piattaforme di intermediazione (Google Maps, Google Play, Google Shopping, Amazon Marketplace, App Store, Meta Marketplace), di pubblicità (Google, Amazon e Meta), ma anche dei più usati servizi di comunicazione interpersonale o ‘Niics’ (Whatsapp e Messenger), scambio video (Youtube), o servizi browser (Chrome e Safari) e di ricerca (Google Search).

“Nessuna delle grandi piattaforme potrà più comportarsi come se fosse troppo grande per doversi preoccupare”, ha scandito il commissario francese Thierry Breton (al mercato Interno e servizi), voce e volto dell’esecutivo comunitario nelle ‘rivoluzioni’ del Digital market act. I sei colossi avranno sei mesi per mettersi in regola con i nuovi obblighi del Dma. Da subito, però, dovranno nominare un responsabile di conformità, a diretto riporto del consiglio societario, che dovrà tra l’altro informare immediatamente la Commissione europea di qualsiasi fusione o acquisizione abbia in mente l’azienda. Se la ‘compliance’ della società non sarà adeguata “non esiteremo ad agire con forza”, ha chiarito Breton rinviando alle “pesanti sanzioni” previste dal Dma: fino al 10% del fatturato globale, oltre il 20% per i recidivi (6 settembre).

Frontex, la crisi mondiale spinge i migranti verso l’Ue

Frontex, nel 2023-24 aumenteranno le migrazioni verso l’Ue – Foto di Sakis MITROLIDIS / AFP

Bruxelles (ANSA) – Gli “sviluppi sul campo” in una serie di Paesi di origine e di transito, guidati da “fattori macroeconomici globali” (soprattutto inflazione persistente e recessione globale), avranno “un impatto negativo” sulle condizioni socioeconomiche di ampie popolazioni e faranno presagire un aumento dei flussi migratori verso l’Europa. Per il 2023/2024 “è probabile” che le rotte del Mediterraneo orientale e del Mediterraneo centrale “vedranno una maggiore attività migratoria e una proporzione più elevata dei flussi migratori complessivi verso le frontiere esterne dell’Ue”. Lo si legge nell’analisi sui rischi per l’anno che verrà di Frontex.

“Parte di questo fenomeno – prosegue il rapporto – sarà probabilmente l’uso crescente dei corridoi dalla Turchia, dal Libano e dalla Siria verso il Mediterraneo centrale, che segnerà un’ulteriore sfumatura tra le rotte del Mediterraneo orientale e centrale: questo fenomeno sarà esacerbato dall’aumento dei collegamenti aerei tra le due aree geografiche, che hanno già portato alla registrazione di migranti, come i siriani, tradizionalmente presenti solo nel Mediterraneo orientale, sulle rotte provenienti dalla Libia”.

“Ai flussi verso nord dalla Libia e dalla Tunisia si aggiungerà un numero crescente di migranti nordafricani e da vari Paesi subsahariani, i cui Paesi devono affrontare previsioni economiche, di sicurezza, di diritti umani e climatiche preoccupanti per il 2023/2024. I fattori che mitigano i flussi di migranti irregolari sono una maggiore cooperazione attraverso il Mediterraneo e un rinnovato impegno bilaterale e multilaterale per consentire alle autorità dei Paesi terzi di prevenire il traffico di migranti sul loro territorio”, si legge ancora. (4 settembre).

Clima, dall’Europa un miliardo di euro per l’Africa

Bruxelles/Nairobi (ANSA) – Al Vertice sul clima in Africa in corso a Nairobi, la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha presentato un’iniziativa per attirare gli investimenti privati, basata fra l’altro sui green bond: “Insieme alla Banca europea per gli investimenti e ai nostri stati membri, stiamo per stanziare un miliardo di euro per ridurre il rischio degli investimenti privati nei mercati emergenti”, ha dichiarato al summit, aggiungendo che “sulla transizione verde i finanziamenti pubblici non sono sufficienti. Questo vale per l’Europa, ma anche per i mercati emergenti. Sarà necessario mobilitare il capitale privato su larga scala”.

L’obiettivo europeo è quello di destinare al continente africano metà del “Global Gateway”, un piano di investimenti da 300 miliardi di euro. Introducendo l’iniziativa Ue “Idrogeno verde” in Kenya – alla cui firma, insieme al presidente keniano William Ruto, ha assistito anche il sottosegretario italiano all’Ambiente, Claudio Barbaro – Von der Leyen ha chiesto ai paesi africani di lavorare in sinergia e presentare alla Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (la Cop28) del prossimo novembre-dicembre “una proposta per la fissazione di un prezzo globale del carbonio” (5 settembre).

Ue rivaluta lo status del lupo specie protetta, ‘è un pericolo’

Bruxelles (ANSA) – La Commissione europea potrebbe decidere di proporre di modificare o “rendere più flessibile”, lo status di specie protetta del lupo all’interno dell’Ue. L’esecutivo comunitario ha aperto una consultazione pubblica e invita le comunità locali e tutte le parti interessate a presentare dati aggiornati entro il 22 settembre sulla popolazione di lupi e sui loro impatti. La concentrazione di lupi in alcune regioni europee “è diventata un pericolo reale per il bestiame e potenzialmente anche per l’uomo” e “invito le autorità locali e nazionali ad agire laddove necessario”, ha detto in una nota la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen.

“In effetti – ha aggiunto von der Leyen – l’attuale legislazione dell’Ue consente già” agli Stati “di intervenire”. L’iniziativa della Commissione, si legge in una nota esplicativa, ha lo scopo di integrare le attuali possibilità previste dalla legislazione per le autorità locali e nazionali di agire laddove necessario e i possibili finanziamenti a disposizione. La Commissione sta già esaminando i dati scientifici sulle popolazioni di lupo in Europa in risposta a una risoluzione del Parlamento europeo del 24 novembre 2022. Una ulteriore consultazione di esperti è partita la scorsa primavera, e oggi l’Esecutivo ne amplia la portata a enti locali, cittadini e parti sociali (4 settembre).

Questa raccolta è una selezione editoriale basata sulla copertura europea dell’ANSA. La responsabilità editoriale di questa pubblicazione è dell’ANSA. Viene pubblicata il lunedì e il giovedì.