Bruxelles (ANSA) – La Commissione europea ha varato una nuova stretta nella strategia di contrasto ai trafficanti di migranti con l’obiettivo di alzare ulteriormente il livello di sorveglianza delle frontiere esterne. La strategia di fondo resta quello di fermare in partenza i flussi irregolari e, in secondo luogo, evitare gli sbarchi. Ed è una strategia sulla quale Bruxelles e Roma sembrano in piena sintonia. In questo quadro si colloca la conferenza internazionale per l’Alleanza globale contro i trafficanti convocata nella capitale belga.

“Serve una risposta sistemica, serve un’Alleanza globale contro i trafficanti”, è stato il messaggio lanciato in apertura da Ursula von der Leyen. “Il miglior modo di salvare vite è evitare che queste persone intraprendono quel viaggio”, ha aggiunto. Per ottenere ciò serve uno stretto raccordo con le agenzie internazionali e, soprattutto, servono partnership con i Paesi terzi.

Il summit era stato annunciato dalla presidente della Commissione nel discorso sullo Stato dell’Unione. Nella capitale belga sono arrivati i rappresentanti di 57 Paesi: dal’Europa al Sud-Est asiatico, dal Nordafrica (assente il ministro tunisino) ai Balcani (28 novembre).

I Baltici disertano la ministeriale Osce a Skopje per l’arrivo di Lavrov

Bruxelles (ANSA) – “I ministri degli Esteri di Estonia, Lettonia e Lituania condannano fermamente la decisione di consentire la partecipazione del ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov al Consiglio ministeriale dell’Osce a Skopje e pertanto hanno deciso di non partecipare”. Lo fanno sapere i Paesi Baltici in una nota congiunta. “La decisione di permettere a Serghei Lavrov di partecipare alla Conferenza ministeriale dell’Osce rischia di legittimare lo Stato aggressore della Russia come membro legittimo della nostra comunità di nazioni libere”.

La sedia dell’Unione Europea non può essere vuota all’Osce, dobbiamo contrastare la narrazione della Russia

Josep Borrell, alto rappresentante dell’Ue per la politica estera

“Lavrov non sta venendo a Skopje ma alla ministeriale dell’Osce, così come a New York va all’Onu: l’organizzazione ha servito la regione per promuovere i valori democratici e ne avremo bisogno sempre di più in futuro, dobbiamo preservarla”, ha dichiarato il padrone di casa, il ministro macedone Bujar Osmani, precisando che a Lavrov, nel corso del loro incontro, ribadirà come la Russia abbia “violato” i principi dell’Osce a cui ha “volontariamente aderito” 50 anni fa.

A confermare la loro presenza a Skopje sono stati poi il segretario di Stato Usa Antony Blinken e l’alto rappresentante Ue Josep Borrell (benché nessuno di loro avrà un faccia a faccia col russo). “La sedia dell’Unione Europea non può essere vuota all’Osce, dobbiamo contrastare la narrazione della Russia”, ha dichiarato Borrell (28 novembre).

L’Ue propone la proroga di un anno del price cap sul gas

Bruxelles (ANSA) – La Commissione europea ha proposto una proroga di un anno delle misure di emergenza energetiche, tra cui il tetto al prezzo del gas, introdotte lo scorso anno in risposta alla crisi energetica innescata dall’invasione dell’Ucraina da parte della Russia. “Anche se quest’anno l’Ue si trova in una posizione molto migliore e gli strumenti di gestione della crisi si sono dimostrati efficaci per calmare i mercati e garantire forniture stabili, la proroga di altri 12 mesi fornirà un’ulteriore tutela poiché i mercati energetici globali rimangono tesi”, evidenzia Bruxelles.

La proposta ora dovrà essere approvata dai Paesi membri. Le misure per le quali vale la richiesta di proroga includono il cosiddetto regolamento sulla solidarietà, che contiene disposizioni sulla trasparenza del mercato del gnl e regole predefinite per la solidarietà in caso di carenze, il meccanismo di correzione del mercato (più noto come price cap) e le norme di emergenza relative all’accelerazione delle autorizzazioni per progetti di energia rinnovabile (28 novembre).

Corte Ue, è possibile vietare il velo negli uffici pubblici

Bruxelles (ANSA) – “Una pubblica amministrazione può vietare all’insieme dei suoi dipendenti di indossare segni religiosi sul luogo di lavoro”. Lo ha stabilito la Corte di giustizia europea esprimendosi sul caso di una donna in Belgio alla quale era stato vietato di indossare il velo islamico sul posto di lavoro per osservare il principio di neutralità. Un divieto di questo tipo, evidenziano i giudici di Lussemburgo, “non è discriminatorio se viene applicato in maniera generale e indiscriminata a tutto il personale dell’amministrazione e si limita allo stretto necessario” (28 novembre).

Politico premia Meloni, è tra i leader più influenti dell’Ue

Roma (Italy), 06/11/2023.- Italy’s Prime Minister Giorgia Meloni attends a press conference with Albania’s Prime Minister Edi Rama(not pictured) at Chigi Palace in Rome, Italy, 06 November 2023. (Italia, Roma) EFE/EPA/GIUSEPPE LAMI

Bruxelles (ANSA) – Giorgia Meloni è tra i più influenti d’Europa. Nella lista delle personalità del 2024 scelte da POLITICO Europe, la premier italiana ottiene il primo posto nella categoria ‘Doers’, i leader più fattivi e concreti nella messa in campo delle loro politiche. Meloni viene descritta come “camaleonte”, capace di sfidare “le aspettative” e di sorprendere nella sua politica nei confronti della Russia.

“Il prossimo anno elettorale sarà cruciale per Meloni, che è anche presidente dei Conservatori e Riformisti europei”, sottolinea la testata, osservando come non sia “un segreto che il Partito popolare europeo di centrodestra abbia corteggiato la leader italiana, forse con un occhio a un’alleanza post-elettorale che potrebbe ridisegnare il panorama politico europeo”. A guadagnare la palma d’oro in realtà è il possibile futuro premier polacco Donald Tusk, identificato come “il vento del cambiamento”.

Nella stessa categoria di Meloni, invece, al secondo posto c’è la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, e al terzo il presidente francese Emmanuel Macron. Nella classe dei ‘Disrupters’, i sovversivi, viene incoronata la presidente della Banca centrale russa, Elvira Nabiullina, che “mantiene in funzione la macchina da guerra del presidente russo Vladimir Putin”. Mentre a guidare la truppa dei ‘Dreamers’, i sognatori, è il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, “il maratoneta” chiamato a vincere la guerra contro Mosca. La domanda che si pone Politico è se “riuscirà a farcela e a quale costo” (28 novembre).

Questa raccolta è una selezione editoriale basata sulla copertura europea dell’ANSA. La responsabilità editoriale di questa pubblicazione è dell’ANSA. Viene pubblicata il lunedì e il giovedì.